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Il biopic su Bettino Craxi è un’occasione mancata. Lungo e senza un’idea

Quasi tre finali dimostrano incertezza e “cinema d’autore”

9 Gennaio 2020 alle 06:05

Il biopic su Bettino Craxi è un’occasione mancata. Lungo e senza un’idea
Comincia con funesti presagi, nel 1989 all’ex Ansaldo, scenografia di Filippo Panseca: Bettino Craxi ha finito il discorso, un delegato lo prende da parte per avvertirlo di strani movimenti e perquisizioni. “Non siamo l’unico partito che riceve finanziamenti, la chiesa rifornisce i suoi”. Non farebbe una grinza. Ma il delegato fa notare: “Ricordati che noi non siamo la chiesa. Siamo i cani in chiesa”.   Finisce con una scena da varietà. Pier Francesco Favino pesantemente truccato da Bettino Craxi –...

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Mariarosa Mancuso

Critica cinematografica, ha studiato filosofia e ha cominciato a occuparsi di cinema per le radio della svizzera italiana. Lavora per Il Foglio sin dai primi numeri e ha tradotto i racconti di Edgar Allan Poe. Ha raccolto le recensioni di un anno di lavoro in un libro del Foglio che ha preso il nome dalla rubrica del sito, Nuovo cinema Mancuso. Nel 2010 Rizzoli ha aggiornato e ristampato Nuovo cinema Mancuso, con la partecipazione di Giuliano Ferrara e Aldo Grasso.

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Commenti all'articolo

  • flaneurotic

    flaneurotic

    09 Gennaio 2020 - 08:42

    Signora Mancuso, un amico che ha visto il film è rimasto deluso quanto lei: nemmeno un'esplosione o una morte violenta in tutto il film. E purtroppo Bruce Willis era indisponibile a interpretare Tonino Di Pietro e l'inseguimento con navicella spaziale nel deserto tunisino costava troppo. Non potrebbe intercedere lei presso questi bravissimi produttori ammaregani?

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