Il Sant'Uffizio è la prima vittima della riforma della curia

Matteo Matzuzzi

Il posto d’onore nella “gerarchia” degli uffici curiali sarà riservato a un dicastero per l’Evangelizzazione

Roma. La “Suprema”, cioè la congregazione per la Dottrina della fede, non sarà più tale quando il Papa firmerà la Praedicate evangelium, la costituzione apostolica che riformerà la struttura della curia romana. E’ il settimanale cattolico Vida Nueva a svelare i contorni della grande rivoluzione che attende la governance vaticana. I nove cardinali consiglieri – poi divenuti sei in seguito alle defaillances degli eminentissimi George Pell, Ricardo Ezzati e Laurent Monsengwo – ci hanno lavorato sei anni e ora il testo provvisorio è all’esame delle conferenze episcopali nazionali, dei dicasteri della curia e di alcune università pontificie per la proposta di emendamenti, migliorie e suggerimenti vari.

 

La sostanza è che la missionarietà – cioè il perno centrale della Evangelii gaudium, l’esortazione programmatica del pontificato – si traduce ora nel nuovo volto della curia: al posto dell’ex Sant’Uffizio, il posto d’onore sarà riservato a un dicastero per l’Evangelizzazione che metterà insieme l’attuale congregazione retta dal cardinale Fernando Filoni con il pontificio consiglio creato nove anni fa da Benedetto XVI e affidato a mons. Rino Fisichella. E il nuovo dicastero avrà il posto d’onore nella “gerarchia” degli uffici curiali. Altri cambiamenti annunciati sono la fusione della congregazione per l’Educazione cattolica con il Consiglio per la cultura. Sparirà anche la distinzione tra congregazione e pontificio consiglio.

 

Soprattutto, ha fatto sapere il coordinatore del C6, il cardinale honduregno Oscar Rodríguez Maradiaga, i vari “dipartimenti” della curia saranno al servizio tanto del Papa quanto dei vescovi diocesani e i prefetti non avranno più una posizione “primaziale” sui vari presuli titolari di diocesi. Nascerà anche un dicastero per la Carità – ne sarà parte l’Elemosineria ora guidata dal cardinale Konrad Krajewski – perché questo è un altro cardine sui cui è imbastita l’azione pastorale del Pontefice preso quasi alla fine del mondo. Quanto alle tempistiche, è difficile prevedere la data della firma. C’è chi ipotizza il prossimo 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo.

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.