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La croce non è un confine

Le radici cristiane dell’Europa non si difendono brandendo il crocifisso come un’arma politica

12 Agosto 2018 alle 06:00

Il crocifisso da solo non  basta a difendere le radici cristiane dell'europa

Le radici cristiane dell’Europa non si difendono brandendo il crocifisso come un’arma politica

Sopra, in alto, le grandi croci piantate nella roccia, a dominare le vette e ad abbracciare i morti, caduti per la patria che reclamava il sacrificio per princìpi poco compresi. Sotto, le piccole croci. Come quelle conservate nei tanti musei che raccontano quel che è stato tra il 1914 e il 1918, la vita di trincea. Croci rudimentali, spesso due stecchi di legno recuperati da un albero, un chiodo a fermarli. In entrambi i casi non c’è voglia di marcare...

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    16 Agosto 2018 - 22:10

    Mi spiace dissentire, totalmente. La Croce non divide ma unisce, non condanna ma perdona, non discrimina ma affratella , non obbliga ma lascia liberi, non odia ma ama. La Croce è simbolo della concezione cristiana della vita umana, simboleggia universalmente dignità della persona umana creata ad immagine e somiglianza di Dio, che per amore dell'uomo si è fatto Uomo a offrirsi, morendo sulla croce, vittima del peccato che spinge l'uomo, pur anelante al bene al bello e al giusto, a cadere nel male nell'ingiustizia e nella bruttura. La Croce indica la Presenza di Dio vicino all'uomo "di buona volontà" a prescindere dalla religiosità perché lo giudica dal cuore, in coscienza e nei fatti. La Croce comprende supera e unifica religioni e laicità, socialismi e filantropismi, popoli e razze, culture e civiltà, additando la piena realizzazione delle pienezza di vita da promuovere ora da mortali per realizzarla poi in una vita eterna. L'estremismo della Croce si chiama santità, vita da donare.-

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  • lucafum

    12 Agosto 2018 - 22:10

    Meno male che Umberto Eco non è stato eletto papa: il cristianesimo stravolto. Pubblicani e prostitute entreranno per primi nel regno dei cieli, dixit.

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  • Carlo A. Rossi

    12 Agosto 2018 - 18:06

    Oppure, la scelta sciente da parte dei maomettani di installarsi vicino a Saint Denis, cuore della cristianità militante in senso stretto, dove riposa Carlo Martello che sconfisse l'avanzata in Europa a Poitiers, dove, guarda caso, si sta costruendo una moschea enorme. Il minareto, o la mezzaluna, è un'arma, e secondo me, è fingere di non vedere questo rifiutarsi di considerare la costruzione di queste moschee come un atto di guerra culturale, nonché di conquista. Noi stiamo a interrogarci sull'Islam, a chiederci come integrarlo nella nostra società, mentre dall'altra parte questo problema nemmeno viene posto, perché non c'è bisogno di integrazione quando lo scopo è la conquista. Memento: "Quello (n.A. Maometto) non è profeta, perché i profeti non giungono con la spada". Frase attribuita ad un monaco siriano contemporaneo di Maometto. Senza grandi elucubrazioni, questa frase coglie tutto il problema che l'Islam e maomettani pongono. Senza bisogno di saggi e articoli.

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  • Carlo A. Rossi

    12 Agosto 2018 - 18:06

    Posso permettermi qualche commento sparso? Matzuzzi ha perfettamente ragione, il pezzo è ben argomentato, e fondamentalmente non si può non convenire sul fatto che si debba evitare di brandire il crocifisso come un'arma. Ma entrando nel merito della questione, una cosa salta all'occhio: ovvero, il fatto che la nostra società si continua ad interrogare su come interpretare il crocifisso in una società sempre meno interessata a difendere le proprie radici, di cui il crocifisso è, lo si voglia o meno, un simbolo fondamentale. Dall'altra parte, ovvero dalla parte dei maomettani, non si pongono le stesse domande, gli stessi dubbi. Mi duole ricordarlo, ma Meotti, un mese fa su queste pagine, scriveva che il Qatar ha più vivo il senso della storia che l'Europa cristiana. Siamo onesti: una delle più grandi moschee europee non fu costruita per caso a Roma, a due passi da San Pietro. In quel caso, il minareto ha un preciso scopo, in senso indiretto è un'arma puntata su San Pietro. (continua)

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