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Così il reddito di cittadinanza renderà i poveri più poveri

Di Maio dice che saranno vietate le spese inutili. Ma così si inchiodano le persone al loro stato

5 Ottobre 2018 alle 06:00

Così il reddito di cittadinanza renderà i poveri più poveri

Foto Pixabay

Molti, fin troppi, hanno aspramente criticato il capo del M5s per l’annuncio sui controlli che verranno eseguiti, non si sa ancora come, sul modo in cui sarà speso il famoso reddito di cittadinanza, per il quale non si sa ancora dove verranno trovati i soldi. Non saranno consentite spese immorali, ha scandito Di Maio. Inevitabili le critiche e gli sfottò. I social si sono scatenati, con qualche caduta di gusto ma anche con battute fulminanti. I più colti e accigliati hanno messo in guardia contro la deriva verso lo stato etico. Difficilmente la reazione servirà a qualcosa. Il ministro Toninelli una volta ha addirittura evocato lo stato etico come un obiettivo del Movimento, probabilmente non aveva idea di cosa parlasse ma le critiche piovutegli addosso non hanno avuto effetti sui consensi al M5s. Così qui si suggerisce di centrare la critica, se la si vuole rendere forse più incisiva, sull’altro aggettivo usato da Di Maio come spauracchio. Saranno vietate le spese inutili. Se ci si riflette è molto peggio. “Ma questa cosa che ti sei comprato ti serve veramente? Se ne poteva tranquillamente fare a meno”, è l’obiezione di una vecchia zia tirchia, oltre che moraleggiante, che potrebbe benissimo rappresentare l’ideologia del M5s non solo in tema di reddito di cittadinanza. Pensate alla Gronda di Genova o alla Tap pugliese. In questo caso però il concetto espresso da Di Maio contiene il senso di un imbroglio ulteriore. Altro che abolire la povertà. Un povero si sentirà meno povero quando potrà finalmente comprarsi una cosa “inutile”. Vietarglielo vuol dire inchiodarlo al suo stato.

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Commenti all'articolo

  • oliolà

    05 Ottobre 2018 - 21:09

    Un altro modo di intendere gli opposti di Giggino? Eccolo: essenziale e superfluo. Tutto quanto ci può essere in mezzo non conta, non riguarda i poveri. Aspettiamo solo la lista delle spese essenziali e di quelle superflue.

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  • luigi.desa

    05 Ottobre 2018 - 16:04

    E' una fortuna che esistano i poveri i vilipesi gli offesi sennò i comunisti che senso avrebbero ad esistere. Solo per far concorrenza alle virtù cristiane?

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  • guido.valota

    05 Ottobre 2018 - 15:03

    Ma di cosa vi state preoccupando, tutti? ...stato etico, spese immorali, inutili, unieuro... La stragrande maggioranza di quelli che godranno della tessera del pane hanno redditi in nero. Mica sono scemi, per non mettere nei guai Giggino e la furba Castelli continueranno ad utilizzare i contanti come hanno sempre fatto per le spese che, se tracciate, rivelerebbero il loro ottimo stato di salute economica. La tessera del pane la useranno per il pane. Vorrà dire che metteranno altri 780 euro al mese in contanti nelle scatole di cartone invece di spenderli per il pane, e dovranno solo procurarsene di più capienti.

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  • g.riccardino

    05 Ottobre 2018 - 06:06

    Trovate le risorse per il reddito di intelligenza per questi poveri imbecilli

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