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La mossa abile ma scivolosa di Conte sul giustizialismo

Il problema vero è che il dibattito politico, vissuto a lungo di ossimori, ha cominciato a nutrirsi di equivoci. E’ inutile e dunque sbagliato reagire in difesa

6 Giugno 2018 alle 06:14

La mossa abile ma scivolosa di Conte sul giustizialismo

Foto LaPresse

Cos’è il giustizialismo? La domanda pronunciata ieri in Parlamento dal presidente Conte, era il classico interrogativo retorico che, nel caso, sottintendeva il rifiuto dell’addebito per la sua vaghezza e imprecisione. Mossa abile ma scivolosa. Le definizioni ormai sono usate nelle contese programmatiche, al di là del loro significato, per la forza evocativa che producono. Una ritorsione banale potrebbe essere l’esempio dell’uso di termini come flat tax o reddito di cittadinanza. Il problema vero è che il dibattito politico, vissuto a lungo di ossimori, ha cominciato a nutrirsi di equivoci. E’ inutile e dunque sbagliato reagire in difesa. Effettivamente giustizialismo è termine equivoco usato nella foga di un dibattito in cui si finisce per alzare il volume a scapito del tono. A rappresentare la critica al programma in tema di giustizia del nuovo governo, suona meglio l’espressione “populismo penale” che rende l’idea senza eccesso di approssimazione. L’esempio che sostanzia un tipo di atteggiamento mentale del genere si può facilmente reperire nel discorso programmatico pronunciato ieri dal presidente Conte, quando sono stati prospettati aumenti di pena per una serie di reati, a cominciare dalla violenza sessuale, per i quali già nelle precedenti legislature si è provveduto innalzare le pene e inasprire le procedure, evidentemente senza risultati apprezzabili. I giuristi, e il nuovo presidente è un giurista, sanno che l’aumento delle pene è un rimedio primitivo, la loro congruità, in un contesto garantito dal diritto, è piuttosto la via maestra da seguire. Certo tutti noi, “il popolo”, siamo per natura propensi alle scorciatoie ma, senza guida, rischiamo di perderci.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    06 Giugno 2018 - 09:09

    Caro Bordin, mi sorprende non abbia notato che il presidente giurista Conte abbia chiesto e ottenuto la fiducia del Parlamento per il suo primo governo del cambiamento, laddove, ci ha spiegato, il cambiamento significa che finalmente il popolo potrà liberarsi dei delinquenti corrotti e collusi con la mafia che fino ad oggi l’hanno governato affamandolo. A rileggere il suo discorso par di capire che sancisca il trionfo dei proclami di Davigo e Di Matteo, tanto per non far nomi. Sarò il vostro avvocato, ci ha promesso il giurista Conte. Ma credo intendesse dire, come ha poi precisato al Parlamento, che sarà il nostro procuratore, o meglio il pubblico ministero del popolo nella Terza Repubblica, quella delle Procure. Vorrei tanto sbagliarmi, ma...

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  • giantrombetta

    06 Giugno 2018 - 08:08

    Tutti in galera e’ da sempre lo slogan di ogni populismo, altrimenti etichettato in altre stagioni. E’ il naturale approdo della guerra alle cosiddette caste, quella politica in primis. E’ il naturale obiettivo del circo mediatico giudiziario. Nenni amava pero’ ricordarci che prima o poi arriva sempre qualcuno più puro che ti epura. Con cio’ sottintendendo trattarsi di una guerra senza fine.

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