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Corsi e ricorsi politici

Andrea Marcucci sembra Gianfranco Fini con l'allora Lega Nord. Il futuro governo Di Maio-Salvini come il Berlusconi I

31 Marzo 2018 alle 06:10

Corsi e ricorsi politici

Silvio Berlusconi con Lamberto Dini e Clemente Mastella il 1 dicembre 1994 (foto archivio storico LaPresse)

Certo la politica non si ripete mai in modo identico e le analogie non sempre aiutano a capire quel che succede, anzi spesso portano fuori strada, però alcune coincidenze possono far riflettere. Per esempio: “Con quelli del M5s al massimo posso prendere un caffè”, battuta pronunciata in una intervista ieri dal neo capogruppo dei senatori del Pd fa pensare ad una frase quasi uguale pronunciata a suo tempo da Gianfranco Fini a proposito della Lega Nord.

 

Così come le divergenze, forse sceneggiate ma pur esistenti, fra Di Maio e Salvini possono ricordare gli esordi del primo governo Berlusconi, nato dopo una travagliatissima gestazione dovuta alle differenze, evidenti a tutti, fra Berlusconi e Bossi. In quel caso Pannella cercò, senza ottenere soddisfazione, di convincere il Cavaliere a mandare tutto all’aria e ottenere nuove elezioni da abbinarsi a quelle europee che erano prossime. I sondaggi di allora vedevano in crescita Forza Italia per il noto effetto dovuto al fascino del vincitore. Oggi propositi simili a quelli dell’allora inascoltato Pannella sembrano aleggiare sopra le controversie esibite. Il problema è che nel caso attuale i vincitori sono due. La possibilità dello scioglimento delle camere è una tentazione in più per molti sistemi politici. Fanno eccezione gli Usa dove la data delle elezioni è fissa e solo eventi straordinari possono interrompere una presidenza ma non sciogliere un parlamento. Neanche lì però è possibile mettere riparo al risultato, come mostra l’attualità.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    31 Marzo 2018 - 10:10

    Diciamola chiara: nuove elezioni sarebbero il miglior surrogato a quel ballottaggio che in tanti invocano per risolvere democraticamente il problema della governabilità che l’attuale legge ad impianto sostanzialmente proporzionale non può ridolvere. Stando al concreto e dentro l’attualita’, non mi pare folle pensare che gli elettori abbiano inteso essere numericamente due i contendenti ad assumere la responsabilità di dare un governo al Paese: il centro destra ed i 5 stelle. Richiamato alle urne il popolo sovrano, anche con la legge vigente, sarebbe nei fatti chiamato a sciogliere il nodo e decidere da chi vuol essere governato semplicemente esprimendo il suo voto per consentire all’uno o l’altro dei contendenti di superare la soglia del 40 per cento. Non vi e’ dubbio che questo sarebbe il focus della nuova campagna elettorale. Qualcuno può osservare che non e’ certo che gli elettori ne avrebbero piena consapevolezza, ma allora del bis del caos sarebbero solo loro i responsabili.

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