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Vincent Lambert, condannato a morte

Il 42enne è un paziente non in fase terminale che lo diventa perché siamo noi a deciderlo

20 Maggio 2019 alle 18:23

Vincent Lambert, condannato a morte

I genitori di Vincent Lambert (foto LaPresse)

"Se fosse possibile vorrei che si ricominciasse a idratare e a nutrire mio marito". Dieci giorni dopo l’inizio della sospensione dei trattamenti di sostegno vitale che lei stessa ci aveva chiesto, il paziente era inaspettatamente ancora in vita e la moglie, angosciata, chiedeva di tornare sulla propria decisione. Non sempre infatti le cose vanno come ci si potrebbe aspettare e l’organismo umano, lo sanno bene i medici, in particolare quelli che seguono pazienti molto gravi, può mostrare energie vitali insospettabili. In particolare nel caso di Pierre, affetto da una grave malattia neurologica evolutiva e seguito anche da me all’ospedale universitario di Ginevra, la morte giunse dopo due settimane dalla sospensione di idratazione e nutrizione riuscendo il suo corpo a sfruttare anche quei pochissimi liquidi che venivano infusi per veicolare i farmaci che lo mantenevano sedato.

 

Le lacrime di Vincent Lambert

Un video condiviso dai genitori mostra il 42enne in ospedale. "Non piangere", lo conforta la madre

  

Quale sarà da oggi in poi il percorso di Vincent Lambert? Nessuno può rispondere con certezza a questa domanda. Solo alcune evidenze sono certe sul suo caso, proviamo a elencarne alcune. Vincent non era, almeno fino a quando idratazione e nutrizione erano in atto, un paziente in fase terminale di malattia. Era piuttosto un paziente gravemente disabile, quasi sicuramente senza possibilità di miglioramento ma non in fase finale di malattia. Vincent non era un paziente con sintomi disturbanti, almeno fino a quando idratazione e nutrizione erano in atto: non mostrava dolore, non faticava a respirare, non aveva nausea o conati di vomito, non era agitato. Con la sospensione di idratazione e nutrizione vi è il fondato timore che i sintomi compaiano e proprio per tale motivo vengono iniziate terapie contro il dolore e viene mantenuto uno stato di sedazione profonda e continua fino al decesso. Vincent non ha scritto o trasmesso in alcun modo una direttiva anticipata di trattamento: detto in altre parole, non sapremo mai se lui avrebbe voluto continuare o meno a essere nutrito e idratato. Vincent non è inoltre un paziente per il quale i familiari abbiano trovato un accordo, anzi si teme che dietro la battaglia che divide i genitori dalla nuora vi siano motivi che con la malattia di Vincent non c’entrano molto. Vincent è un malato che costa. Poco tempo fa chiedevo ai miei studenti di bioetica se secondo loro costasse di più un malato ben seguito in un reparto di cure palliative o un malato morto: tutti sono stati risvegliati dalla domanda e hanno risposto in modo univoco ricordando l’insegnamento che David Lamb già molti anni fa trasmetteva sulle ragioni economiche alla base delle scelte di politica sanitaria.

  

Interrotte idratazione e alimentazione, è iniziata l'eutanasia di Vincent Lambert

Neanche l'appello dell'Onu ha fermato i medici di Reims, che questa mattina hanno attivato le procedure che porteranno alla morte il quarantaduenne francese. L'indignazione del Vaticano

 

Proviamo a riassumere: un paziente non in fase terminale che lo diventa a causa della nostra decisione, un paziente senza sintomi che probabilmente per morire li avrà e che saremo quindi obbligati a sedare profondamente, un paziente del quale non conosciamo la volontà e per il quale, incuranti della massima in dubio pro vita, preferiamo la morte anche contro il parere dei genitori. Un paziente costoso che tra poco non lo sarà più ma che lascerà un segno indelebile e aprirà una ferita nel cuore dell’impianto stesso della nostra medicina. Diciamo che ci pare di vedere molte ragioni che dovrebbero far tornare sui propri passi prima che sia troppo tardi, ragioni sia di tipo clinico che etico e umano. “Sono il padre di una delle quasi 1.700 persone in una situazione simile a quella di Vincent Lambert – scrive il dottor Philippe Petit sul sito dell’ Union Nationale des Associations de familles de traumatisés crâniens et cérébro-lésés rivolgendosi al Presidente Emmanuel Macron – e tutto questo ci terrorizza”.

  

Vincent Lambert è un paziente, non dovrebbe essere un condannato a morte per il quale si aspetta una grazia presidenziale. La stessa grazia che domani potrebbe non arrivare per molti altri come lui.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    21 Maggio 2019 - 19:07

    La merde macroniste è massonica e quindi necessariamente satanista (i massoni hanno il culto prometeico di Lucifero, che vedono come liberatore degli Eletti, gli uomini spirituali, dalla trappola della malvagia materia creata dal Demiurgo, che identificano col Dio dei Cristiani, e che cela loro il vero Dio, il Grande Architetto) Per questo tutti i loro atti di "liberazione" (aborto, eutanasia, sterilità pederastica, suicidio assistito...) sono atti di morte. Perché per loro solo la morte libera dalla morsa demiurgica gli Eletti (gli altri non hanno anima e quindi sono comunque destinati a scomparire, sono irrilevanti).

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  • Carlo A. Rossi

    20 Maggio 2019 - 22:10

    Mi rendo conto che qualcuno potrebbe pensare di non vedere il nesso: ma cosa ci si può attendere di migliore da una società che considera l'aborto, proprio nella valutazione migliore possibile, non un male necessario per evitarne di peggiori, ma un inalienabile diritto? Se la vita di un feto (alcuni obietteranno che non si possa definire "vita") non vale nulla di fronte alla "libertà" (meglio, licenza), è così assurdo che si condanni a morte chi è, agli occhi di molti, una "zavorra" (per parafrasare il titolo di un bel libro di Götz Aly sul piano T4 dei nazisti per sterminare le vite "indegne di essere vissute")? Io, più ci rifletto, più penso che i nazisti, in barba a quello che molti vogliano farci credere, abbiano vinto. E non parlo dei sovranisti, che sono fascisti solo nelle zucche vuote degli intelligenti a prescindere. Con stima.

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    • Skybolt

      21 Maggio 2019 - 14:02

      Vede egregio, tra questi e i nazisti. I secondi avevano il coraggio delle loro opinioni. Questi dicono e non dicono, si nascondono dietro il parere dei parenti (alcuni, cosa si dice dei parenti, che fa rima?), divagano. Sono quelli pensavano di far fare il lavoro sporco ai nazisti.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    20 Maggio 2019 - 21:09

    Un popolo che ha approvato - come noi - il "diritto" di qualsiasi donna di sopprimersi in grembo "a suo insindacabile arbitrio" un nascituro, uomo o donna, perfettamente sano, è ovvio che ora no potrà contraddirsi, quindi sopprimerà un individuo non solo incapace di una vita normale, non solo improduttivo ma addirittura costoso a mantenerlo così com'è. Prepariamoci: domani potrà capitare "legittimamente" a chiunque di noi!

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  • eleonid

    20 Maggio 2019 - 19:07

    La morte di un essere umano non deve essere decisa per motivi di costo sociale. Questo comportamento è disumano e contro ogni tipo di morale, di diritto civile e tanto meno di religione.

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