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Interrotte idratazione e alimentazione, è iniziata l'eutanasia di Vincent Lambert

Neanche l'appello dell'Onu ha fermato i medici di Reims, che questa mattina hanno attivato le procedure che porteranno alla morte il quarantaduenne francese. L'indignazione del Vaticano

20 Maggio 2019 alle 11:13

Interrotte idratazione e alimentazione, è iniziata l'eutanasia di Vincent Lambert

Foto via Facebook / Je soutiens Vincent

Questa mattina i medici dell'ospedaleCentre Hospitalier Universitaire di Reims, in Francia, hanno avviato la procedura che porterà alla morte di Vincent Lambert, ricoverato da dieci anni in stato di coscienza minima in seguito ai postumi di un incidente stradale. L'alimentazione e l'idratazione sono state interrotte, e nulla hanno potuto i ricorsi e la mobilitazione dei vertici della chiesa cattolica francese. Anche l'Onu, non certo un bastione della lotta alle derive eutanasiche, aveva chiesto alle autorità di Parigi di rinviare tutto in attesa dei necessari approfondimenti sul caso. Decisivo il verdetto del Tribunale amministrativo che ha dato ragione alla moglie di Lambert (favorevole a interrompere idratazione e alimentazione) e torto ai genitori (contrari). Niente da fare. Non è possibile sapere entro quanto sopraggiungerà morte.

 

L'Osservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, ha preso posizione con un duro intervento del professor Roberto Colombo, medico e docente all'Università cattolica del Sacro Cuore: “Staccare l’idratazione e la nutrizione significa spegnere la corrente elettrica che consente al nostro sistema nervoso di controllare il buon funzionamento del nostro corpo e non fornire più metaboliti, energia, elettroliti e acqua per la fisiologia umana. E' contro la vita e la dignità della persona. Anche se una legge o una sentenza consentono questa azione, essa resta inaccettabile e indegna di una società fondata sul rispetto e l’accoglienza della vita di tutti”. In gioco, hanno detto l'arcivescovo di Reims e presidente della Conferenza episcopale francese, mons. Eric de Moulins-Beaufort, e il suo ausiliare, è “l’onore di una società umana non lasciare che uno dei suoi membri muoia di fame o di sete e fare tutto il possibile per mantenere fino alla fine le cure appropriate. Permettersi di rinunciarvi perché una tale cura ha un costo o perché sarebbe inutile lasciar vivere la persona umana rovinerebbe lo sforzo della nostra civiltà. La grandezza dell’umanità consiste nel considerare come inalienabile e inviolabile la dignità dei suoi membri, specialmente i più fragili, in qualunque condizione essi si trovino. Preghiamo ancora e invitiamo a pregare affinché la nostra società francese non si impegni sulla via dell’eutanasia”.

 

 

Il professor Colombo ricordava inoltre che “pur trovandosi in una condizione di grave incapacità relazionale con il mondo esterno e le persone a lui vicine (nulla potendosi dire con ragionevole certezza sulla eventuale riduzione o assenza della sua 'coscienza interna' o 'profonda'), il paziente non è connesso ad un ventilatore (la respirazione è autonoma) né sottoposto a stimolazione cardiaca (il battito è spontaneo), e neppure oggetto di terapie intensive o subintensive che possano configurare una situazione clinica ed etica di 'accanimento terapeutico'”.

 

Per approfondire leggi anche:

   

Il Consiglio di stato francese: Vincent Lambert deve morire

Non sia una legge a decidere quando sospendere alimentazione e idratazione

  

Vincent può morire

Con dodici voti a favore e cinque contrari, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito venerdì che, se fosse messa in atto, l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione del trentottenne francese Vincent Lambert non violerebbe la Convenzione sui diritti umani.

 

“Je suis Vincent Lambert”

La Marcia per la vita di Parigi, la Francia contro aborto ed eutanasia

 

Francia, prove tecniche di eutanasia

Il presidente francese Hollande può, una volta tanto, dirsi soddisfatto. La conferenza di cittadini (diciotto persone considerate rappresentative dell’intera popolazione) incaricata di fornire un parere sull’aggiornamento della legge Leonetti sul fine vita, si è dichiarata favorevole, ieri, all’introduzione del suicidio assistito per persone in grado di intendere e di volere e dell’eutanasia (da autorizzarsi dopo un confronto tra i parenti dei pazienti e una commissione medica) per malati terminali non in grado di esprimere la propria volontà.

 

Non condannate Vincent Lambert a morire

Un uomo ha il diritto di bere e mangiare anche se non può farlo da solo?

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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  • chiri

    chiri

    21 Maggio 2019 - 12:12

    Di fronte alla situazione in generale non posso che sfogarmi, non prendetelo sul personale, il modo naturale dell'allontanamento dalle macchine dovrebbe sceglierlo la famiglia è giusto che ci sia la legge ma non per aggrapparsi al mito di Sisifo!

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  • Carletto48

    20 Maggio 2019 - 17:05

    In base all'alto debito nazionale rispetto al Pil è l'Europa che richiede questo passo che ridurrà il debito perlomeno dello 0,00005 per cento.

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  • Bacos50

    20 Maggio 2019 - 16:04

    Il 2 febbraio, un articolo della Redazione dedicato a Lambert, così concludeva: «…E’ un punto di non ritorno: non si tratta di dubitare dei gravi danni cerebrali del quarantaduenne tetraplegico, bensì di stabilire se un essere umano abbia il diritto di bere e mangiare anche se non è in grado di farlo da solo. Non è solo etica, è questione di civiltà». Resta però un altro aspetto da non sottovalutare, che rientra legittimamente nella sfera dell’etica. Se un soggetto esprime la volontà di non voler restare in vita in determinate condizioni ritenute irreversibili e di rifiutare la nutrizione artificiale che si fa? Lambert ha subito l’incidente a trentadue anni nel 2008 e da allora sono già trascorsi 11 anni ed è probabile possa sopravvivere in queste condizioni per molti anni ancora se non decenni. Prima dell’incidente Lambert, che tra l’altro era infermiere professionale, ha espresso la volontà di non voler accettare tali condizioni.

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  • Bacos50

    20 Maggio 2019 - 15:03

    Ahimé ci risiamo. E’ dai tempi di Eluana che mi sono convinto fosse necessario muoversi per tempo per evitare i fraintendimenti e le polemiche, nonché le eventuali battaglie legali che potrebbero seguire, qualora capitasse di trovarsi nelle condizioni di non essere più in grado di decidere per sé. Ho quindi convinto i miei, moglie e figli, a valutare e a sottoscrivere con chiarezza i propri intendimenti. La moglie di Lambert, suo nipote e sei fratelli sono convinti – a mio parere giustamente – di dover rispettare la volontà che l’uomo aveva espresso alla moglie prima dell’incidente e quindi accettano la decisione dei medici di sospendere le cure e interrompere quel che loro definiscono accanimento terapeutico. Mentre i genitori, ferventi cattolici, si oppongono. Chi ha ragione? Battaglie come queste segnano in modo irreversibile le famiglie e generano sentimenti di odio peggiori del lutto per la perdita dei propri cari.

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