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Salvini e Fontana mi fanno orrore ma la proposta leghista contro l’aborto è magnifica

Vorrei che il convegno di Verona fosse vietato e disperso dai carabinieri, ma sono a favore della legge bru bru se dice le cose vere e verificate che sono in minoranza nella società

27 Marzo 2019 alle 06:00

Salvini e Fontana mi fanno orrore ma la proposta leghista contro l’aborto è magnifica

Matteo Salvini e il ministro della Famiglia e della disabilità, Lorenzo Fontana (foto LaPresse)

La ruota dei conventi va bene, l’adozione va bene, programmata e sicura anche meglio, guardatevi “Juno” il film antiabortista spacciato dai benpensanti come favola incolore con il quale chiudemmo la campagna elettorale contro l’aborto: l’eliminazione del non nato come rifiuto ospedaliero, cioè il regime attuale, è quello che i cretini chiamano medioevo. Nel bel libro di Gianluca Briguglia sul medioevo è raccontato che gli studenti del primo anno, e probabilmente non i migliori, credono che i roghi siano medioevali, e ce ne furono, ma l’esplosione del fuoco purificatore è storicamente un complemento dei tempi moderni. Lo statuto giuridico dell’embrione, fatta salva la tutela depenalizzata di donne maschi e medici dai rigori della legge, va bene. E’ medievale “credere nella scienza”, come si dice nel caso del global warming, perché la scienza si confuta e si verifica, magari invece si crede in Dio Padre Onnipotente, e poi “non credere” che un essere umano concepito dotato del corredo cromosomico idoneo, unico per ciascuno, e fotografabile, rilevabile, sia qualcuno da tutelare e non qualcosa da asportare senza drammi o con drammi, fa lo stesso.

 

 

Mi sono permesso di definire magnifica una proposta di legge della Lega, il partito (si fa per dire) di un ministro che mi pare lo spettro del passatismo, un Truce due, impegnato nell’organizzazione di un convegno veronese etico-sovranista che mi fa orrore, con arcipreti omofobi, idee per la rieducazione dell’umanità, ma Lessing non c’entra, e altro ancora. So di essermi giocato il paradiso, eppure non posso evitarlo. Perché no? Mi spieghino perché no. L’aborto è molto popolare, è uno strumento del way of life. Sulla scia dei puritani americani, tutto il mondo l’ha adottato, e dove è punito lo è per ragioni di fondamentalismo antiumanista. L’antiaborto non come manette ma come policy pubblica e incentivo alla natalità è minoranza, già eliminato via referendum, come fosse l’abolizione del Senato, l’aborto è un servizio sociale tra gli altri, come la mensa e i trasporti pubblici e la Rai. Ma non è la mensa. Non integra, esclude. Annienta, è il male assoluto nel conflitto tra assoluti. La sua trasformazione, da occorrenza grave, rara, ai limiti dell’impossibile, dell’inconcepibile nel concepito, in diritto di libertà riproduttiva è il più grande scandalo nella storia dell’umanità, comparabile soltanto alla Shoah. E dobbiamo essere tuttavia ciechi e sordi al suo cospetto. Moralmente sordi.

 

Non va bene. Le cose esistono al di fuori di noi, anche quando sono cose in sé. Memento audere semper. E’ un principio illuminista e materialista, oltre che una dimensione spirituale e un’acquisizione scientifica più importante del club di Roma e del club di Parigi, e delle loro apocalittiche conclusioni inverificate sul destino della terra assassinata dall’uomo. Anche gli esseri umani, per di più senzienti, capaci di dolore, esistono al di fuori di noi, sebbene racchiusi inizialmente in un corpo di donna sfruttato da una sottocultura maschia che spaccia la sua libertà per quella di lei. Quello che accade a New York è un abominio. Quello che accade tutti i giorni ovunque è un abominio. Non sono i Pence, i Trump e i leghisti la tribuna giusta da cui parlare, non sono gli arcipreti e i campaigner del riflusso antilaico. Ma le questioni di principio, quando sono genericamente umane e sensibili, superano ogni confine politico e ideologico. Vorrei che il convegno di Verona fosse vietato e disperso dai carabinieri, ma sono a favore della legge bru bru se dice le cose vere e verificate che sono in minoranza nella società, et pour cause.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • zucconir

    28 Marzo 2019 - 14:02

    Brave New World di Huxley è del 1932, immagina scenari apocalittici a cui stiamo arrivando. Un mondo sviluppato in balia di scienza e tecnica in gran parte applicate alla sanità. Eterna giovinezza quasi garantita. Per gli altri guerre tribali, bambini soldato, oscurantismo e miseria. Fra 100 anni non moriremo più di morte naturale, si apriranno scenari apocalittici e impensabili. Tutto impastato e mosso da avidità, egoismo, cinismo e supposta efficienza. Ci vorrà altro che convegni e leggine regionali per fermare tutto questo! Sono vecchio, che meraviglia e che privilegio essere nati nel 1945 e poter chiudere la mia vita in un mondo ancora accettabilmente umano.

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  • joepelikan

    27 Marzo 2019 - 19:07

    Caro Ferrara, articolo multiforme. Bravo intanto sul Medioevo. Lo dica soprattutto a Mastro Ciliegia, che ha usato a sproposito il termine in senso negativo più volte. Per il resto, caro Ferrara, à la guerre comme à la guerre. È chi propaganda l'uccisione di milioni di bambini nel ventre materno e il grooming dei ragazzini nelle scuole per poi farseli con calma nei propri "circoli culturali" che va combattuto. Essi sono l'incarnazione del male più oscuro e profondo, dello spirito di mortem Salvini (maybe) is a bastard. But is our bastard.

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  • Andrew

    27 Marzo 2019 - 17:05

    Un mondo gestito da pochi è sulla via della sostituzione del Dio con un “Io cibernetico”. In questa rivoluzione anti-umana si cela la vera fine della famiglia, che verrebbe sostituita dalla programmazione delle nascite in laboratorio. Un strada che reintrodurrebbe la pena di morte attraverso il “suicidio assistito”: e non parliamo solo di eutanasia, ma di somministrazione del trapasso negli ospedali pubblici per chi ridotto in povertà Perché solo una rivoluzione politica che ridia autorevolezza alla classe dirigente può salvare le famiglie e l’umanità dall’ignoranza prona a macchine e regole bancarie, trattati capestro e stupiderie via internet. Vico sosteneva che “la storia è opera dell’uomo ma anche di Dio”. In nome di quest’ultimo si terrà a Verona il “Congresso mondiale delle famiglie” che, auspicato da molti, potrebbe sollevare un fronte anche contro tutti i deterrenti “robotici” e “bancari” alla tranquillità familiare.

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  • leless1960

    27 Marzo 2019 - 17:05

    Vorrei dire due cose sul tema. La prima è che proprio il termine "concepito" dà la misura della questione: "Determinare l'unione di un gamete maschile con uno femminile per dare origine a un nuovo essere vivente". Se "determini" fai una scelta, se non volevi determinare proprio niente, perché magari hai 16 anni, è più corretto parlare di incidente, non di concepimento. Seconda cosa. A nessuno piace farlo, ma mi risulta che da sempre si sia fatto: forse la legge mirava semplicemente a permettere che si facesse in condizioni umane e civili e non con le mammane o i medici a pagamento in nero. Il resto degli argomenti, secondo me, è solo frutto di una pregiudizio religioso, che in tutti gli altri casi, in queste pagine, vengono aspramente criticati. Questo è uno degli argomenti su cui non riesco a cambiare idea.

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    • purbeurre

      purbeurre

      04 Aprile 2019 - 11:11

      Condivido appieno. Forse una cosa buona che possiamo fare noi uomini è smetterla di sentenziare su un tema sul quale è bene raccogliere - con ascolto profondo - l'esperienza di sofferenza delle donne.

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