cerca

Liberaci dal male

Mi piace la novità di Salvini che va a Corleone per il 25 aprile. Rendiamo più moderno e attuale il significato di “liberazione”, basta stereotipi e nostalgie

26 Aprile 2019 alle 06:00

Liberaci dal male

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Ieri l’Italia ha celebrato la Festa della Liberazione. L’ha fatto in modi diversi. Il modo delle alte cariche dello stato, istituzionale e sobrio, che invitano a coltivare la memoria per le nuove generazioni. Il modo solito, quello della sinistra che sfila in corteo cantando Bella Ciao, che inneggia alla resistenza partigiana, che lancia moniti minacciosi alla destra pasticciona di CasaPound, che spera di risorgere dalle macerie del renzismo con la bandiera (per la verità piuttosto logora) dell’antifascismo militante. E poi c’è un modo nuovo, quello di Matteo Salvini, che va a Corleone a inaugurare un nuovo commissariato. Una provocazione? No, una novità. Che mi piace. Lo dico da ex ministro dell’Interno e da cittadino. “Liberiamoci dalla mafia” è il messaggio. Sono d’accordo: rendiamo più moderno e attuale il significato di “liberazione”, basta stereotipi e nostalgie, guardiamo al presente e al futuro. Sono d’accordo e rilancio l’appello alla liberazione parafrasando quel “Liberaci dal male” della nostra tradizione ultra millenaria. Caro Governo, care Istituzioni, liberateci dal male! Il male di una tassazione astronomica, il male di una burocrazia asfissiante, il male dei continui litigi e del conseguente clima di incertezza che allontanano gli investitori internazionali, il male di una magistratura invadente e invasiva che condanna prima di giudicare, il male del dilettantismo di certi ministri campioni di gaffes degne di “Scherzi a Parte”. Viva la (nuova) Liberazione! Stay tuned.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • eleonid

    26 Aprile 2019 - 10:10

    E daje col populismo da quattro soldi. Certo che la sinistra cerca di fare propria la festa della liberazione, d'altra parte a quei tempi il fascismo incarnava l'ideologia della destra a cui si è opposta la sinistra e il centro che poi hanno votato in nassa DC, un partito cristiano democratico. Per tanto il ministro dell'interno ha tutto l'anno per inaugurare commissariati e farlo nel giorno della liberazione da una dittatura lo trovo semplicemente meschino per dimostrare la differenza di idee politiche , che mi auguro rimanangano nell'alveo democratico e liberale. Pertanto dire viva la nuova liberazione non significa niente se la si proclama prima che sia avvenuta.

    Report

    Rispondi

  • DBartalesi

    26 Aprile 2019 - 09:09

    C'è una lettura del modo con cui Salvini ha celebrato il 25 aprile che conferma l'immagine di lui quale grande manipolatore. Questa. Per non scontentare una quota significativa del suo elettorato che non ha mai amato questa festa (la destra non liberale tra cui certo Casa Pound), si è inventato quel capolavoro mediatico della festa della "liberazione dalla mafia". Utile come la fava dei due piccioni, anche per cercar di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal "caso Siri" in cui, sarà una coincidenza, si paventano rapporti con mafiosi. Poi certo, seguendo quest'onda, si potrebbero festeggiare infinite altre "liberazioni". Annullando quella che poteva dare fastidio con una grande opera di manipolazione.

    Report

    Rispondi

  • valentinab

    26 Aprile 2019 - 08:08

    Festeggiare una data fondamentale come quella della fine della guerra non è nostalgia né retorica.

    Report

    Rispondi

Servizi