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Bandiera bianca

Quando la censura antirussa si trasforma in un favore a Putin

Antonio Gurrado

L'Ouverture 1812 di Čajkovskij è dedicato alla resistenza di un popolo invaso ma l'orchestra filarmonica di Cardiff ha deciso di rimuoverlo dal proprio repertorio perché russo: surreale

Sempre nell’ottica del boicottaggio dell’Occidente nei confronti di se stesso, è fresca la notizia che l’orchestra filarmonica di Cardiff ha rimosso Čajkovskij dal proprio repertorio. Un comunicato ufficiale sostiene che sarebbe inappropriato eseguire l’“Ouverture 1812” nell’attuale contesto internazionale. Forse perché, oltre a essere russo, Čajkovskij ha anche incluso nello spartito l’utilizzo di cannoni da concerto molto poco pacifisti. Per fortuna perfino la stampa inglese più progressista denota questa scelta come “widely derided”; ciò nondimeno, al ridicolo si aggiunge stavolta un tocco di surreale rovesciamento dei dati di fatto. 

 

L’“Ouverture 1812” è dedicata alla campagna di Russia di Napoleone, prima trionfale poi fallimentare, quindi celebra l’eroica resistenza di un popolo di fronte a un invasore ingiusto che ne aveva sottostimato le capacità. Dato l’attuale contesto internazionale, l’esecuzione sarebbe appropriatissima, direi; mentre rimuoverla dal repertorio sembra un atto di censura quasi putiniano.

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