Cosa significa quel ferro di cavallo appeso a casa Di Battista

"Lascio il Parlamento, non la politica", dice il pentastellato postando una foto col figlio su Instagram. Sulla parete alle sue spalle è appeso un portafortuna. Che ci dice tante cose del grillismo

19 Marzo 2018 alle 15:55

alessandro di  battista

La foto condivisa da Di Battista su Instagram

È la festa del papà e ci tengo a fare gli auguri ad Alessandro Di Battista, che per amore di suo figlio ha rinunciato a far parte delle truppe pentastellate che questa settimana s’insedieranno nelle nuove Camere: “Lascio il Parlamento ma non la politica”, ha scritto sui social. Se non che fra le foto che ritraggono papà Dibba col pargolo una ne spicca sul cui fondo, appeso al muro di casa, campeggia un ferro di cavallo. Le possibilità sono due: se uno appende un portafortuna, o ci crede o non ci crede. Se ci crede, vuol dire che è superstizioso - ovvero che ha problemi col principio di causa effetto, quindi confonde la semplice giustapposizione cronologica degli eventi (post hoc) con la concatenazione causale (propter hoc). Se ci pensate, senza bisogno di scomodare l’autismo vaccinale né le scie chimiche, anche i più complessi ragionamenti di Beppe Grillo si reggono su questo: siccome aumenta l’occupazione e siccome ci sono i poveri, allora vuol dire che trovare lavoro non serve a uscire dalla povertà, quindi bisogna incassare un vitalizio dalla nascita. Questa l'ha detta ieri, ma in genere sono cose così. Oppure uno appende un portafortuna in casa perché non ci crede ma perché non si sa mai, è usanza, in Italia fanno tutti così. Se ci pensate, la pratica politica dei grillini consiste proprio nell’adesione a un manifesto che dia un crisma di ufficialità a ciò che dicono tutti, in maniera tale che tutti possano trovarsi d’accordo. Il ferro di cavallo appeso a casa Di Battista è il segnacolo del fatto che, anche ritirandosi a vita privata, l’ideologia a Cinque stelle non l’abbandona: forse intendeva questo, dicendo che lasciava il Parlamento ma non la politica.

 

Lascio il Parlamento, non certo la Politica. Lascio il Parlamento a testa alta. Lascio il Parlamento sapendo che ci saranno altre persone che porteranno avanti le nostre battaglie, ci sarà Luigi che ha fatto un capolavoro nelle ultime settimane. Lascio il Parlamento con le mani pulite. Ora sì che lo posso dire a gran voce. Perché si hanno mani veramente pulite solo se si ha la possibilità di insudiciarsele e non lo si fa. Io ci sarò sempre. Tra poche ore a Roma, ancora una volta in piazza, e nelle prossime settimane in altri modi e in altri luoghi. Quando ti nasce un figlio ti succedono un mucchio di cose che neppure si possono spiegare. Si può spiegare l'infinito? Ovviamente no. Ma un paio di cose forse riesco a dirvele. Quando ti nasce un figlio hai più voglia di fare, ti si moltiplicano le energie anche se ti si moltiplica la stanchezza. Mio figlio mi ha dato ancor più voglia di lottare, perché lui, come tutti i bambini d'Italia, merita un Paese giusto, pulito, fondamentalmente normale. Inoltre la nascita di Andrea mi ha spinto, con maggior vigore, a seguire la mia strada. Perché vorrò spingerlo a seguire la sua di strada e lo posso fare solo con l'esempio. Gli esempi valgono più di un miliardo di parole. È stato un tour emozionante e alternare comizi a pannolini l'ha reso indimenticabile. Andrea non si ricorderà praticamente nulla di questi 8000 km ma certi odori, certe sensazioni, la "polvere del mondo" che ci ha raggiunto in questi giorni faranno parte della sua vita. Forse è nato viaggiatore e forse anche a lui, come succede alla sua mamma e come succede anche a me, un giorno scotteranno i piedi. Quando sarà grande gli racconteremo di queste settimane, io e la mamma gli diremo che ci ha dato forza nonostante qualche notte insonne. Non vedo l'ora di potergli dire una frase semplice semplice: "tuo padre ha fatto il suo dovere e tu, in quei giorni, gli sei stato accanto". Grazie a tutti voi per il vostro affetto. Siete stati indispensabili.

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    19 Marzo 2018 - 18:06

    Per il ferro di cavallo, Dibba è in buona compagnia, almeno di Benedetto Croce.

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  • odradek

    odradek

    19 Marzo 2018 - 17:05

    Pure quella "A" di proporzioni non precisamente modeste potrebbe dire qualcosa del tenero Alessandro. Non che occorrano ulteriori indizi ma...

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