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Perché l’Ukip vince

Farage domina nelle suppletive di Rochester, e dice che ora i giochi sono aperti per le elezioni generali.

22 Novembre 2014 alle 06:30

Perché l’Ukip vince

Nigel Farage (foto LaPresse)

Londra. La vittoria dell’Ukip sui conservatori nelle elezioni suppletive a Rochester and Strood con un vantaggio del 7 per cento ha ribaltato la maggioranza tory di 9.000 voti ottenuta nel 2010. Mark Reckless ha ottenuto il 42 per cento dei voti con una affluenza del 50 per cento. Ma sia nel 2010 sia nel 2014 è stato lo stesso il candidato vincente, perché il parlamentare inizialmente conservatore Mark Reckless ha rassegnato le dimissioni alla Camera dei Comuni per ripresentarsi come candidato dell’Ukip. Inoltre un’altra elezione suppletiva provocata dalla morte di un parlamentare laburista nel cuore del feudo labour di Manchester ha visto il candidato dell’Ukip arrivare a poche centinaia di voti dalla vittoria. Come ha detto il leader dell’Ukip, Nigel Farage, il giorno delle elezioni, “questo è importante perché se l’Ukip vince, in quello che è il nostro 271esimo obiettivo elettorale, allora vuole dire che i giochi sono ancora tutti da fare nel predire quello che può succedere il prossimo maggio”, quando ci saranno le elezioni generali. Da gennaio i sostenitori dell’Ukip sono passati dall’8 al 16 per cento. L’8 per cento iniziale era più vecchio, ed era formato da 9 ex conservatori per ciascun ex laburista, ma il nuovo 8 per cento è più giovane, e la ratio è di 9 ex conservatori per 6 ex laburisti. Sia i conservatori sia i laburisti hanno seggi a rischio davanti all’avanzata dell’Ukip, e il seggio a Doncaster del leader del Labour Ed Miliband è uno di questi.

 

Farage dice di sé di non essere né tory né socialista, e si paragona ai politici radicali del Diciannovesimo secolo. Ma sa anche guardare in avanti, e il suo consigliere politico e stratega elettorale è Raheem Kassam, un musulmano di origini asiatiche.

 

Negli ultimi 40 anni i politici inglesi hanno studiato Tesco, la catena di 3.378 supermercati dove fino a quest’anno è stata spesa una sterlina britannica ogni sette e che grazie alle carte fedeltà conosceva ogni nuovo trend del mercato. Oggi i cinque manager più importanti della compagnia rischiano la prigione per aver truccato i conti per nascondere il fatto che in realtà la fedeltà dei consumatori ai loro supermercati è evaporata.

 

La ragione è l’aumentare dei clienti attenti al prezzo che affossano la tradizione della spesa una volta a settimana per un mix di nuove catene di discount tedesche come Lidl e Aldi, di convenience store locali e di negozi online. Le vendite sono stimate in calo del 60 per cento per il 2017. Il vecchio modello di successo di Tesco è evaporato, e la compagnia sta vendendo metà dei suoi negozi. Adesso sta succedendo la stessa cosa a istituzioni come i partiti politici. Peter Kellner dell’istituto di sondaggi YouGov dice che i partiti tradizionali cercano di offrire agli elettori dell’Ukip un “better tomorrow”, mentre quello che gli indipendentisti vogliono è un “better yesterday”. In ogni caso il pubblico non si fida più dei partiti, e in cambio questi non hanno “fiducia nel popolo” – lo slogan del partito del padre di Winston Churchill, Tory Democracy.  Quello che rende gli inglesi differenti è che hanno cercato per più di un millennio, attraverso la Common law, le giurie e i parlamenti, di trovare modi per avanzare rispetto ai vecchi precedenti, senza usare rigide prescrizioni “razionali”.

 

[**Video_box_2**]I voti potenziali che per anni sono stati alienati dal processo politico entrano in connessione con Farage quando dice: “La destra e la sinistra sono irrilevanti. Abbiamo bisogno di un grande cambiamento. Dobbiamo riottenere il controllo del nostro paese. Siamo in una fase di negazione su come abbiamo dato via il controllo su quasi ogni cosa. Quando ottieni indietro il controllo del tuo paese ottieni una vera democrazia. Ottieni un vero dibattito. Voglio dire, chi sta parlando di legislazione sull’occupazione alle prossime elezioni. Nessuno. Perché? Perché non facciamo più le leggi. Negli anni Settanta quasi non parlavamo d’altro”. Questo è lo stile da chiacchierata al pub che fa presa sul white van man, il classico elettore indeciso e necessario per vincere ogni elezione.

 

Non ha pensato agli elettori indecisi Emily Thornberry, parlamentare laburista del seggio radical chic di Islington e procuratore generale del governo ombra laburista, quando nel giorno dell’elezione suppletiva ha tuittato una foto snob di un white van man e della sua casa decorata con patriottiche bandiere di San Giorgio. Troppo tardi, Ed Miliband l’ha cacciata dal governo ombra.

Richard Newbury

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