Beppe Grillo durante il suo giro per i quartieri alluvionati di Genova (foto LaPresse)

Alluvione di Genova, Grillo contestato

Redazione

Il leader del M5s: "Prendo fischi. Ma la coscienza è a posto".

La contestazione raggiunge Beppe Grillo. Il leader del Movimento Cinque Stelle oggi ha girato in maxiscooter per le zone di Genova più colpite dall'alluvione. "Sono solissimo, perché i parlamentari sono già distribuiti in giro a spazzare. Spalano merda in Parlamento figurati se hanno problemi con il fango qua", è uno dei botta e risposta tra Grillo, cronisti e cittadini. "Che devo fare? Io ho mobilitato persone, mi sono preso i 'perché non spali?'. Ci sto, se vi fa piacere prendervela con la politica - si batte le mani sul petto - io sono 'la politica'. Sfogatevi con me".

 

Grillo ha continuato accusando che è "la seconda volta che il Comune fa il Comune e la Regione fa la Regione. Poi non lo fanno e investono 7 miliardi nelle grandi opere". "Se devo scontare quello che non mi sento di avere fatto lo sconto. E' la mia città, siete i miei concittadini", è il refrain di Grillo che poi si scalda con i giovani che lo contestano più apertamente: "Ma vuoi che io abbia paura a spalare? Fai spalare Renzi. Siamo dalla stessa parte", grida mentre rimette in moto lo scooter e lascia a litigare alcuni 'angeli del fango' con parte degli attivisti che lo avevano accompagnato nel sopralluogo.

 

Poi, immancabilmente, se la prende con i giornalisti. "Questo è l'Iban per il soccorso a Genova. Mi dai duemila euro, i soldi la Rai li versa su quell'Iban e mi intervisti. Se no te ne vai a fare in culo", sussurra delicatamente all'inviata della Rai.

 

Da Roma interviene Giorgio Napolitano. Il Capo dello Stato riceve una delegazione del Corpo Forestale. Definisce "sconvolgente" quanto accaduto nel capoluogo ligure alla fine della settimana scorsa, ma al tempo stesso invita alla prudenza nell'addossare le croci e le responsabilità. No allora ai "riferimenti generici, troppo generici". Si guardi al nocciolo della questione, la salvaguardia del territorio. Perché. dice Napolitano, "alle spalle di tutto questo c'è anche l'incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale".

 

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