Mario Draghi, presidente della Bce (Foto LaPresse)

Le due misure nazionali che mancano per rendere efficace il piano Tltro

Carlo Pelanda

Inizia il programma Tltro della Bce (prestiti agevolati per 4 anni alle banche condizionati a impieghi a favore delle imprese). In Italia, dove il gap di credito appare sui 60 miliardi, attori economici e analisti si chiedono se tale formula possa avere effetti stimolativi. 

Inizia il programma Tltro della Bce (prestiti agevolati per 4 anni alle banche condizionati a impieghi a favore delle imprese). In Italia, dove il gap di credito appare sui 60 miliardi, attori economici e analisti si chiedono se tale formula possa avere effetti stimolativi. Le sensazioni sono negative. Il problema non è la mancanza di liquidità nelle banche, ma la poca domanda di credito da parte delle imprese. Pertanto il gap teorico di circa 60 mld, quantificato in relazione al monte crediti del passato, potrebbe essere minore se calcolato con il più realistico criterio del rapporto tra domanda e offerta di credito. Poi va considerata una domanda di credito piuttosto voluminosa che non può essere soddisfatta, forse vicina ai 30, in quanto le imprese richiedenti non hanno merito creditizio in base ai parametri prudenziali imposti dalla vigilanza bancaria. Sul lato delle imprese, l’extraliquidità del Tltro potrebbe comportare una riduzione del costo del credito e incentivare le banche a ricominciare a competere per attrarre clienti offrendo costi minori. Al momento, l’impatto benefico del Tltro in Italia ha due aspetti con elevata probabilità: salvabanche e riduzione del costo del credito per le  imprese più sane. Inoltre se la fiducia aumenterà nelle imprese migliori, allora sarà pronto un meccanismo fluido di finanziamento per nuovi investimenti.

 

Ma il Tltro, senza altre misure laterali, non risolverà il problema dell’economia italiana: migliaia di piccole aziende senza o con poco accesso al credito che non riescono a ripartire, pur avendo ancora capacità di mercato. Il secondo problema è il congelamento del mercato immobiliare, in parte dovuto alle penalizzazioni fiscali e in parte alla riluttanza delle banche ad erogare mutui alle famiglie. La Bce sta studiando un programma di assorbimento di crediti cartolarizzati che potrebbe aiutare la soluzione. Ma nel migliore dei casi sarà lenta e insufficiente. Per il primo problema non si vedono soluzioni adeguate. Tale situazione spinge la rubrica a raccomandare l’attivazione di due programmi: (a) eliminare per la sola Italia il divieto di usare i denari del Tltro per erogare mutui casa alle famiglie, via un prodotto finanziario che renda compatibili le temporalità di un mutuo e quelle del Tltro stesso; (b) attivare un fondo statale di garanzia tra i 20 e 30 miliardi che copra il 50 per cento del rischio di credito per erogazioni ad imprese vitali, ma con rating insufficiente. Questo concetto e quello di sostegno alla ripatrimonializzazione delle imprese erano presenti nelle bozze governative a giugno, ma sono  colpevolmente spariti. Con tali misure laterali il Tltro avrebbe un vero effetto stimolativo. Senza, no.

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