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Cosa c'era nella libreria di Travaglio, oltre la carta igienica con la faccia di Renzi

Il direttore del Fatto, disinvolto, in un trionfo di cacche

14 Febbraio 2019 alle 19:45

Come già saprete, si tratta di un’istantanea fissata durante una trasmissione televisiva. Si vede la parete di uno studio foderata da una libreria e ci sono dei libri, ovviamente, anche se non si leggono i titoli. Nemmeno di uno di essi. In mezzo ai libri, troneggiano due oggetti. Uno è un rotolo di carta igienica sul quale è stampata la faccia di Matteo Renzi. Vicino al rotolo, una cartolina, sempre con la faccia di Renzi attraversata da una sbarra di divieto, mostra lateralmente un mucchietto di escrementi fumanti. Davanti, sulla poltrona girevole di direttore del Fatto, Marco Travaglio sta parlando con la solita disinvoltura. Solo a quel punto, dato il contesto inflessibilmente dedicato all’idea di igiene, viene il sospetto che i libri posti ai lati del trionfo di cacche siano stati scritti dal dottor Gramellini o dal dottor Davigo.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Febbraio 2019 - 18:06

    NOTrav. Legittima difesa.

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  • lucafum

    16 Febbraio 2019 - 23:11

    Eppure, deve essere terribile dover persistemente odiare qualcheduno sino al midollo, per potersi sentire vivo: prima Craxi, poi Berlusconi, poi Renzi. Odio e bile, accidia e bile, bile che trabocca dal cuore e dalle labbra, pervasiva di qualsiasi pensiero, intuizione, sentimento o percezione. Vita amarissima. Assumendo la metempsicosi come posibilità reale, è invero una punizione del Fato molto crudele quella di trovarsi ad essere nella condizione di Travaglio: sentirsi in dovere di spargere fiele, sempre ed ovunque. Terribile. Mi chiedo di che cosa sia il contrapasso.

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  • LvbcZ

    16 Febbraio 2019 - 17:05

    Merde alors!

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  • giantrombetta

    15 Febbraio 2019 - 09:09

    Splendida e illuminante l’immagine di un Travaglio come al solito in cattedra per elegantemente elargire a noi poveri diavoli ignoranti e soprattutto volgari una lezione di bon ton politico esibendo alle sue spalle carta igienica ed altro con l’effigie di Matteo Renzi. Si da il caso che con il massimo rispetto e con la massima correttezza politica qualche povero diavolo si limiti ad osservare che non possa più aspirare ad esser considerato leader politico il segretario uscente di un partito eletto da milioni di militanti e non alle ultime primarie conosciute il quale si vanta d’aver sempre combattuto le sue battaglie politiche a viso aperto (compresa quella perduta contro la riconferma del governatore di Bankitalia Visco) e subito dopo aggiunge che non intende partecipare alla battaglia congressuale del suo partito e non intende neppure rivelare per quale candidato votera’, caso mai dovesse scendere dall’Aventino.

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