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La lezione di Lucio Dalla a Zingaretti

Il candidato leader dell'opposizione chiamerà la campagna per la segreteria "Piazza Grande". Non dimentichiamoci di "Disperato erotico stomp"

31 Agosto 2018 alle 18:14

La lezione di Lucio Dalla a Zingaretti

Foto Imagoeconomica

Un’intervista finalmente emozionante, ricca, adeguata. La sensazione commovente che l’opposizione al disastro nazionale, così sbandata, tanto rassegnata fino a ieri, abbia trovato il suo leader. Sollecitato da Giovanna Casadio di Repubblica, Nicola Zingaretti ha convinto. In questa Europa assalita dai nazionalismi e dalle paure aggressive, egli ha individuato immediatamente il pericolo principale: Macron e le sue viscide élite. Ha capito al volo che i tempi pretendono una cosa sopra ogni altra: l’unità a sinistra. Ha attaccato senza tentennare il leaderismo solitario dei Renzi. Ha evitato, dando prova di una sensibilità politica di cui si era persa memoria, di indicare il Venezuela di Maduro come riferimento ideale e di programma. Ripartirà dai deboli, dai poveri, ancorerà il partito alle periferie più disperate. Nazionalizzare? Attenzione a privatizzare, ha trovato la vèrve per rispondere lui. Vecchia scuola, però scattante, viva. “Piazza Grande”, così chiamerà la campagna che lo proietterà verso la segreteria. Piazza Grande, come Lucio Dalla. Il quale, mai dimenticarlo, con “Disperato erotico stomp” aveva poi voluto ricordare a tutti, forse perfino a Zingaretti, di quella notte in cui aveva girato e rigirato senza costrutto per Piazza Grande a caccia di eccitanti avventure. Alla fine era tornato casa. Rimasto in mutande, si era steso sul divano, e chiusi un poco gli occhi, dolcemente, intendiamoci, molto dolcemente, aveva fatto partire la sua mano.

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Commenti all'articolo

  • NoMercy

    03 Settembre 2018 - 08:08

    Non si può accusare la sinistra di essere di "sinistra". Piuttosto la sinistra deve riformulare se stessa, che non è un esercizio facile. Ha (quasi) esaurito il suo scopo (quasi = dicono che ci sono 5 milioni di poveri in Italia, ho dei dubbi ma la prendo per buona) e chiunque abbia una prospettiva anche buttata lì a caso (5S) ha più "appeal" del PD. E' bene che ci sia Renzi ed è anche bene che ci sia Zingaretti, esiste anche la pancia degli altri e non solo la nostra.

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  • DBartalesi

    02 Settembre 2018 - 18:06

    Con Zingaretti il PD rischia lo sgombero.

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  • parodip

    31 Agosto 2018 - 20:08

    Eccelso!

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  • niky lismo

    31 Agosto 2018 - 18:06

    Facile, assai facile bollare come masturbazione tutto quanto arriva dal PD, da chiunque abbia un legame col PD, dato che il PD ha scelto di suicidarsi. Qualunque strategia di ripresa è sbagliata, qualunque ipotesi di riscatto è velleitaria, qualunque idea è risibile perché viene fuori dal PD. Non voto il PD ma mi sembra un esercizio sciocco, oltre che inutile e, per l'Italia tutta, controproducente. Semmai dovremmo tutti auspicare una sinistra e una destra che sappiano uscire dal pantano, darsi una cultura (anzi due), una prospettiva politica (due), un'idea di società (due), etc. Marcenaro mi perdoni, non riesco a ridere della sua ironia neanche solleticandomi le ascelle...

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