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Più delle risposte, quando si parla di internet è utile condividere i timori

Andrea Trapani

All'Internet festival di Pisa si è cercato di fare il punto su una serie di problemi interni al mondo digitale (meno Nft e più intelligenza artificiale)

Organizzare ogni anno una manifestazione su qualcosa che non esiste fisicamente è una sfida niente male. Pisa è ormai diventata una tappa fissa nel calendario delle manifestazioni, un luogo dove appare fisicamente l’Internet Festival senza vedere nessuna delle sue infrastrutture: c’è di tutto ma non i server e i backbone che danno connettività a tutto il nostro paese. Eppure la scelta del capoluogo pisano tanto inviso a Dante ha un suo perché: era il 30 aprile del 1986 quanto nella sede dell'ex Istituto Cnuce (Centro nazionale universitario di calcolo elettronico) del CNR fu attivato in Italia il primo collegamento della rete internet.

 

Idee che arrivano, idee che scompaiono

Oggi Pisa non è più il fulcro della rete nazionale, la decentralizzazione ha funzionato e gli organizzatori della kermesse cercano di dare una forma alle idee che attraversano il dibattito internazionale. Il risultato è una serie di esposizioni e dibattiti che spesso arrivano e scompaiono con la stessa velocità della moda. Già, la rete è anche questo.

Chi si trovava a Pisa lo scorso anno era inondato ancora dalla coda lunga di un fenomeno passeggero come gli Nft, c’erano anche rappresentanti famosi (e fuori contesto) come Monica Guerritore, ma quelle presentazioni sono state dimenticate prima dei non-fungible token in un mondo che cerca di rendere reali tanto i sogni quanto le aspettative economiche di chi investe in questo settore.

   

Prevedere la politica, integrare l’intelligenza artificiale

Il 2023 è l’anno dell’intelligenza artificiale: ChatGPT lo conosciamo bene, ci sono tanti altri prodotti al suo fianco, ma spesso parliamo di “semplici algoritmi” venduti come una cosa che non sono. Non tutti sono intelligenti, a volte la questione è ancora più complessa e definire i confini di una tecnologia in fieri è una sfida per tutti. La Scuola Superiore Sant’Anna sabato, per esempio, ha ospitato un dialogo tra esperti nei settori della comunicazione digitale e del diritto per riflettere sui rischi di disinformazione connessi alle tecnologie di IA generativa. Non è la sola domanda che è uscita da quelle stanze: può un algoritmo prevedere i cambi di gruppo dei parlamentari? “Prevedere l’arte del possibile” è stato l’argomento trattato, tra gli altri, da Antonio Palmieri che ha illustrato un’altra forma di intelligenza, quella che nasce dall’incontro tra la politica e i suoi attori: l’ingresso nel professionismo della politica può cambiare gli eletti tanto che il cambio di casacca dei parlamentari non è più solo una questione politica, ma un qualcosa che si arriverà a prevedere scientificamente studiando la composizione del Parlamento.

Fantascienza? No, conoscere cosa fanno i deputati aiuterà a scrivere il codice per prevederne il futuro.

 

Esorcizzare le paure immaginando il futuro

Quattro giorni per parlare di internet sono pochi, ma sono tanti dentro una città che vive la sua quotidianità durante la manifestazione. Il successo della formula forse nasce dall’alchimia tra due comunità che coesistono mentre tutto scorre. Per questo è diventato naturale parlare di internet a Pisa: chi cerca risposte forse non le avrà ma ogni settore vuole condividere i propri timori, incontrare chi ipotizza l’Artificial Law e chi teme i testi scritti da una macchina. Internet Festival è questo, non a caso c’è chi non ha perso l’occasione per riflettere su come i social network - e non più i terreni di gioco - siano diventati il vero campo di sfida per le società sportive, sempre più impegnate in campagne di marketing e di gamification ideate per sviluppare nuovi meccanismi di affiliazione e di supporto. Un algoritmo ci dice come tifare? No, ma le app e la nuova comunicazione intergenerazionale lo fanno già per noi.

Questa è la realtà ed esorcizzare le proprie paure è un ottimo esercizio intellettuale a patto di non perdere il contatto con le persone. Fuori dai dibattiti delle tavole rotonde intanto è emersa l’unica certezza: il vero protagonista di internet è ancora l’infrastruttura, per capirlo sarebbe bastato chiedere ai vari ospiti se erano soddisfatti della rete mobile a Pisa. Dentro i locali del centro il 5G spesso scompare, il segnale diventa una pia speranza, anche perché la Toscana continua ad avere una normativa con le emissioni elettromagnetiche tra le più basse d’Italia. Chissà se prima o poi penseremo anche a questo: non c’è internet senza rete.

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