Il creatore di Immuni ci dice che ancora non ci siamo con i download

Eugenio Cau

Mentre tutta Europa teme la seconda ondata, “C’è molto da fare in termini di scaricamenti, che a oggi sono 4 milioni e sono una frazione degli italiani che hanno un telefono che supporta l'app”. Parla Luca Ferrari, cofondatore e ceo di Bending Spoons

Milano. “Siccome negli ultimi mesi l’epidemia sembra essersi sopita, agendo un po’ da cicale e non da formiche sembra che abbiamo perso la volontà di installare Immuni perché ormai crediamo che non sia più necessaria. Ovviamente mi auguro che davvero non sarà più necessaria, ma poiché la app è ben funzionante, è sicura e tutela la privacy non vedo ragione per non averla ben pronta sul telefono qualora in autunno o in inverno dovessimo trovarci in una situazione simile a quella di pochi mesi fa”. Luca Ferrari, cofondatore e ceo di Bending Spoons, l’azienda che ha sviluppato Immuni, dice al Foglio che per formulare un giudizio sui primi mesi di vita della app per il contact tracing del coronavirus bisogna usare due metri diversi. “Siamo molto soddisfatti per la qualità del prodotto, che a nostro avviso è intuitivo, sicuro e tecnologicamente robusto, questo è stato anche riconosciuto da molti esperti”, dice Ferrari. “C’è invece molto da fare in termini di scaricamenti, che a oggi sono 4 milioni e sono una frazione degli italiani che hanno un telefono che supporta Immuni. Da questo punto di vista non siamo ancora soddisfatti”. Mentre un po’ in tutta Europa si comincia a temere una seconda ondata e negli Stati Uniti la prima è ancora più forte che mai, in Italia, dove il numero di nuovi casi è per fortuna contenuto, ci si è dimenticati che la app Immuni potrebbe fornire una buona rete di protezione. “Il nostro team di data science, così come istituti prestigiosi come l’Università di Oxford, ha fatto molte simulazioni e ha mostrato che una app funzionante come Immuni, adottata da una buona percentuale della popolazione e con una logistica funzionante intorno, può essere molto efficace contro il coronavirus a un costo eccezionalmente basso”, dice Ferrari, che alla domanda sul “ma chi ve l’ha fatto fare” di mettervi a sviluppare pro bono un’app così onerosa che subito è stata presa di mira dalla polarizzazione politica risponde turbato.

  

“Trovo preoccupante che non si riesca a credere che un individuo o un’azienda possa fare qualcosa unicamente per motivi altruistici”, dice. Immuni, per Bending Spoons, è stata “un’eccezione, un unicum”, dice Ferrari. L’azienda è nata nel 2013 in Danimarca, ma un paio d’anni dopo si è spostata a Milano “perché volevamo dimostrare che qualcosa di speciale a livello mondiale si poteva fare anche in Italia”. Secondo alcuni criteri, in effetti, Bending Spoons è uno dei principali sviluppatori di app al mondo. “Il nostro business è creare app per il consumatore finale, non facciamo lavoro per conto di terzi, per questo Immuni è stata un’eccezione”, dice Ferrari. “Siamo attivi in due categorie, salute&benessere e montaggio video. La nostra app di fitness ormai da due anni è la più scaricata al mondo, e se si considerano le nuove installazioni giornaliere su iOS siamo uno dei primi dieci sviluppatori di app, fra i pochissimi non americani o cinesi”. Soltanto il 2-3 per cento del business di Bending Spoons è in Italia, il mercato principale è quello americano, e Ferrari dice che, al netto delle app, “l’azienda è il nostro prodotto”.

 

“Fin dal principio abbiamo voluto creare un’azienda straordinaria, un luogo di lavoro come ne esistono pochi in Italia, basato su trasparenza, franchezza assoluta, meritocrazia. Nel nostro team di oltre 150 persone, oggi, quasi metà sono scienziati, matematici, fisici ed esperti di dati”, che adesso, dice Ferrari, torneranno al lavoro di prima. “Da Immuni abbiamo imparato tanto, consideriamo un privilegio averla sviluppata, ma non credo che ci saranno seguiti”, dice Ferrari. Per rispondere alla domanda del “chi ve l’ha fatto fare”, alcuni avevano malignato che Bending Spoons avrebbe trovato modi di lucrare su Immuni, ma non sarà così: “Non abbiamo intenzione di lavorare su app simili né di partecipare ad altri bandi governativi”, dice Ferrari. “Non ci abbiamo guadagnato nemmeno con la popolarità: il mercato italiano ci sta a cuore, ma la gran parte del nostro business è in America, e lì nessuno sa che abbiamo fatto Immuni”.

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  • Eugenio Cau
  • E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.