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Così vaccinano gli utenti di internet dalle fake news

Due ricercatori dell’Università di Cambridge hanno trovato un modo di immunizzare le persone dalle notizie false

30 Giugno 2019 alle 06:09

Così vaccinano gli utenti di internet dalle fake news

Foto di Wokandapix via Pixabay

Milano. Il problema delle fake news – della disinformazione, misinformazione, delle bufale – è spesso affrontato dal punto di vista delle piattaforme, e di quello che succede sulle piattaforme. Abbiamo studiato in che modo le bufale diventano virali su Facebook, in che modo l’algoritmo del social network contribuisce alla loro diffusione, e come YouTube contribuisca alla radicalizzazione dei giovani. Abbiamo studiato anche le campagne di propaganda che si muovono sui social, i troll russi e cinesi, i grandi tentativi portati avanti dai regimi di ribaltare i risultati democratici e sobillare il caos usando le armi della viralità e sfruttando le ingenuità dei media mainstream.

 

Ci siamo occupati meno di chi le bufale le riceve, le legge e ci crede – e in realtà questo è un punto fondamentale. Potremo riformare Facebook e Twitter, chiudere YouTube, spazzare via dalla faccia della Terra tutti i troll russi, ma finché su internet migliaia e migliaia di cittadini dotati di diritto di voto crederanno senza colpo ferire che la tecnologia 5G fa venire il cancro e che i vaccini fanno venire l’autismo – finché sarà così facile far credere a così tante persone praticamente qualunque cosa non avremo risolto il problema. (Occhio, quella del 5G nocivo è una delle cospirazioni più accreditate negli ultimi tempi, ne sentiremo parlare sempre di più, nostro malgrado).

 

Due ricercatori dell’Università di Cambridge sostengono di aver trovato un vaccino contro le fake news. Si chiamano Jon Roozenbeek e Sander van der Linden, il loro saggio è intitolato “Fake news game confers psychological resistance against online misinformation” ed è stato pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Palgrave Communications.

 

Per ottenere il vaccino da fake news non bisogna fare nessuna puntura, soltanto un gioco online. Nel febbraio del 2018 i ricercatori hanno pubblicato su internet il gioco Bad News. E’ un giochino a scelta multipla con uno scopo diabolico: diventare un maestro delle fake news. Attraverso un sistema molto intuitivo, il giocatore impara a scrivere tweet falsi che diventano virali, a impersonare personaggi famosi, ad aprire il proprio giornale online di fake news, a propalare bufale verosimili, a utilizzare ad arte un esercito di bot su Twitter, a screditare i critici e i fact checker, ad addossare tutte le colpe ai poteri forti, a fare leva sulla paura e sulla rabbia per suscitare scandalo e ottenere seguito. Insomma, il gioco mette il giocatore dentro alla stanza dei bottoni di un troll estremista e gli insegna le tecniche base di un esperto di fake news. Gli fa vedere la bufala dal lato di chi la produce, mostrando trucchi e motivazioni.

 

L’immunità bipartisan

Qui viene il punto interessante: il giocatore viene sottoposto a un piccolo test di riconoscimento di fake news sia prima sia dopo aver giocato. Gli vengono mostrati alcuni tweet e gli si chiede: quanto è affidabile questa notizia? I risultati preliminari dello studio dei due di Cambridge sostengono che dopo aver fatto il gioco, e dopo aver visto da vicino come vengono prodotte le fake news, i giocatori diventano molto più bravi a riconoscere una bufala quando la vedono (migliorano in media del 21 per cento). E’ esattamente così che funziona un vaccino, e i due ricercatori sono i primi ad assecondare la metafora: i soggetti vengono inoculati con una piccola dose di fake news e grazie a quella dose si fanno gli anticorpi e ottengono una certa immunizzazione. Imparano a riconoscere quando una notizia è falsificata, perché hanno appreso caratteristiche e strategie.

 

Un altro punto della ricerca è che l’immunizzazione funziona indipendentemente dalla fede politica, dal livello di istruzione, dall’età e da quello che gli autori definiscono “stile cognitivo”. Questo è importante perché le fake news sono spesso viste come una questione di schieramento politico: la destra accusa le piattaforme di essere di sinistra, la sinistra le accusa di propalare idee di estrema destra. Ma il vaccino è bipartisan, per fortuna. Indipendentemente dalla matrice della bufala, chi ne fa uso riesce a smascherarla con facilità.

Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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