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Cosa è successo alla Fiorentina?

Andrea Trapani

La Viola ha chiuso il girone d'andata della Serie A con 32 punti, cifra che aveva raggiunto alla 32esima giornata nella scorsa stagione. I meriti di Vincenzo Italiano e della società

“La Fiorentina de Italiano: victoria o muerte”. Non serve conoscere lo spagnolo per tradurre il titolo che El Pais ha dedicato alla squadra viola. Fino alla scorsa settimana, la Fiorentina era stata detentrice di un record unico tra i maggiori campionati di tutta Europa: era l’unica a non aver mai pareggiato. O aveva vinto (10 volte, ovvero più di quanto aveva fatto in tutta la scorsa stagione) o aveva perso. Ovviamente come ogni record, una volta superato, perde ogni valore. Insomma, se c’è stato ben poco spazio per i pareggi nei primi quattro mesi della stagione, ora la Fiorentina ne ha conosciuti ben due di fila. Anche se Italiano è convinto che siano una "innaturale conclusione delle partite" è sempre meglio che uscire a mani vuote. Il pari con il Sassuolo è stato vissuto come una vittoria per il bel gioco e per la grinta della squadra, mentre a Verona un pareggio raggiunto per il rotto della cuffia in una delle due partite più brutte giocate dai viola. Casualmente entrambe in Veneto.

 

La stagione della svolta per la Fiorentina?

La squadra di Rocco Commisso chiude il girone d’andata con 32 punti, un punteggio che nello scorso campionato fu superato solo alla trentaduesima giornata. I numeri sono impietosi, un abisso tra le due stagioni anche se gran parte della rosa è la stessa. Eppure quest’anno Vlahovic è capocannoniere del girone d’andata con 16 gol e il record (condiviso) sulle reti realizzate in un anno solare, la Fiorentina ha fatto 11 punti in più dello scorso anno, ha toccato il quinto posto per chiudere sesta a pari punti con la Juve.

Sembrerebbe davvero l’anno della svolta viola visto che questi dati non si registravano a Firenze da un bel po' tanto che, nel corso dell’estate, davvero in pochi si sarebbero immaginati di vederla lì nelle posizioni che valgono le coppe europee. Il merito è del tecnico Vincenzo Italiano che ha saputo rivitalizzare giocatori e rosa (si veda alla voce Saponara) mentre, dal canto suo, il presidente continua a costruire, mattone dopo mattone, il futuro della società. Ci sono poi i giocatori. A partire dal talentuoso numero nove che, a sorpresa, nonostante le voci di mercato, si è dimostrato assai più maturo della propria età anagrafica: un trascinatore come Vlahovic vale la forza di un gruppo che si è scoperto forte e concreto.

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Chi ha avuto la possibilità di vedere i viola in campo ha notato come, pur cambiando in ogni partita gli interpreti, chiunque vada in campo sa sempre cosa fare, mostrando allo stesso tempo il proprio attaccamento alla maglia e alle idee del mister. Nel girone di ritorno, la “squadra del Rinascimento Italiano” se conferma tutte queste qualità potrà davvero raggiungere l'Europa. Un traguardo che manca da troppo tempo a Firenze. Specie per le sue ambizioni.

 

Un mercato per cercare l’Europa

Dal canto suo la società sembra essere pronta a non sprecare l’occasione. Se da un lato pare quasi certo che Vlahovic resterà fino a giugno, dall’altro c’è da registrare l’arrivo di un nuovo talento a Firenze. Anticipato dalle visite mediche prenatalizie, Jonathan Ikoné è il primo acquisto viola - e più in generale della Serie A - per il 2022. Obiettivo? Segnare e continuare a fare punti.

L'arrivo di un giocatore importante prima ancora che apra la sessione di calciomercato è una sorpresa all’ombra della Torre di Maratona, specie quando si tratta potenzialmente di un titolare per il tridente al fianco di Vlahovic e Nico Gonzalez. Definita la trattativa con il Lille, dove in stagione ha totalizzato 24 presenze tra campionato e coppe e 2 gol (di cui uno in Champions) e 2 assist, emerge come sia cambiata l’immagine di Firenze per i calciatori. Fino a pochi mesi fa si parlava di come fosse facile per molti salutare la bella vita tra Piazzale Michelangelo e il Duomo per cercare fortuna altrove, ora si registra il primo caso di un calciatore che ha scelto Firenze nonostante avesse un ottavo di finale in Champions League da giocare contro il Chelsea. Un cambio di prospettiva non indifferente.

 

Non solo gioco, una società di lotta e di governo

A Firenze ci sono due cose che fanno impazzire di gioia i tifosi. La prima è il bel gioco: certo, la risposta più razionale da dare sarebbe “i successi” ma il Franchi è uno stadio che vuole apprezzare anche lo spettacolo in campo. Vincere viene dopo, forse, specie dopo le ultime stagioni a fari spenti: un contrappasso da pagare dopo la fine del primo Prandelli e del primo Montella.

La Fiorentina di Italiano, per ora, riesce a fare risultato e giocare bene tramite quegli schemi che trovano in Vlahovic la sponda più preziosa. Il mantra del tecnico è, infatti, chiaro: sono “tutti registi”, cioè tutti devono partecipare al gioco, non solo i centrocampisti.

La seconda è avere una dirigenza “di lotta e di governo”. L’ultimo comunicato ufficiale della società entra in questo solco storico che, a Firenze, ha trovato già diversi interpreti nei decenni scorsi. Con risultati abbastanza deludenti, a dire il vero. Le parole però sono capaci di far immaginare un futuro diverso a tutti quei tifosi che, oltre alle proprie vittorie, vedono nel pallone anche una serie di ingiustizie da combattere. Le inchieste sul mondo del calcio stanno infiammando non solo le Procure, ma anche Rocco Commisso che, fin dal suo arrivo, non ci sta ad osservare in silenzio le storture del calcio italiano tanto che ha avuto modo, già in diverse occasioni di segnalare, pubblicamente l’attuale delicata situazione economica e finanziaria della Serie A e “il necessario rispetto delle regole, chiare e uguali per tutti”.

“Ci auguriamo che le ultime inchieste giornalistiche e delle Autorità preposte, possano contribuire ad analizzare al meglio lo stato di salute delle Società, per intervenire in tempi rapidi ed efficaci nel rispetto sia di chi segue le regole ma soprattutto dei tifosi, che devono avere la garanzia di assistere a una competizione paritetica che non lascia dubbi o cattive interpretazioni”, si legge nell’ultima nota stampa. Non si fanno nomi, ma il messaggio ha destinatari piuttosto chiari tanto che la risposta federale è stata perentoria. Per bocca del presidente Gravina, il numero 1 della FIGC ha ribadito che i club di Serie A hanno sempre rispettato le regole. Sentire una risposta del genere pochi giorni dopo il duro scontro tra Joe Barone e Beppe Marotta, probabilmente avrà fatto sorridere i più maliziosi. Tutto questo però a Commisso non interessa, la sua battaglia – ne siamo certi – continuerà anche nei prossimi mesi.

Nel frattempo, il popolo viola si gode un girone d’andata che in pochi avrebbero immaginato soltanto un anno fa. Lo stesso Ikoné dovrebbe essere a disposizione del tecnico viola già alla ripresa degli allenamenti fissata per il 29 dicembre. Ripartire subito per far sognare Firenze.