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Se il desiderio reclama di farsi diritto

Pietrangelo Buttafuoco

A fare certe cose oggi si finisce male, a non farle si è già nel nulla. L’occidente che tramonta nelle lenzuola fa guerra alla realtà

Quali sono i nuovi tabù della seduzione? Quali sono i nuovi confini del corteggiamento? Sta cambiando il sesso nella stagione del #MeToo? Da oggi, per tutta l’estate, il Foglio inaugura una nuova rubrica dedicata alle rivoluzioni del sesso contemporaneo. Ne possono scrivere anche i lettori. Inviate il vostro contributo qui: [email protected]. I migliori testi verranno pubblicati.


 

I lettori che sono tutti giovani non conoscono Franco Califano, un meraviglioso ceffo – artista sommo – che nell’intimità della succosa grotta chiamata sesso elargiva alle proprie donne una estenuante semina di baci e di risucchi tutti di calma e voluttà facendole gridare nell’ancora e ancora del piacere, non del diritto. L’attuale secolo, a occhio, a misurarlo da questo nostro preciso punto geografico – l’occidente – è proprio l’ultimo a disposizione della nostra sopravvivenza se poi il sesso che è infiorescenza dell’istinto, tramite di perpetuazione delle genti, è spento. 

I lettori che sono tutti giovani non sanno che la stessa cosa, a ruoli invertiti rispetto a Califano, faceva ai propri boy – tutti suoi toy – Wanda Osiris. Ancora una sconosciuta dal pantheon dello spettacolo di rivista che al riparo del separé del proprio camerino strappava loro rigeneranti singulti come neppure le menadi bramando Dioniso. 

I lettori che sono tutti giovani sanno che a farle oggi, certe cose, si finisce male ma non facendole più – e la natura sghignazza, s’organizza infatti altrove – si è già finiti nel nulla. In quel niente che è peggio di qualunque male

Il santo e sano accoppiamento della carne non è relegato alla profilassi sociale della procreazione come proclama la Dottrina Divina, tanto meno è consegnato al non detto del piacere piuttosto – e qui c’è il capolavoro del Maligno – nell’affermarsi del totalitarismo liberale dove ogni vicenda genitale diventa materia di diritto

Si sa, è sempre l’idea di lei e di lui a essere sotto copula. L’arte d’amare è materia di alchimia spirituale ma orbo di vizio, il desiderio – anche il più cupo – reclama di diventare diritto. Così impone lo Zeitgeist ed è il questo e quello nel talaltro del chiunque senziente che s’impone in qualsivoglia variabile. Da allocare in qualunque codice. Tutto questo mentre maiale e cagna non sono più suggestioni, approssimazioni e vertigine di lussuria ordite da una sensualissima Circe bensì una family inclusiva di pet, e dunque un suino grugnante da tenere nella sex room, con tanto di fiocco, e poi bau-bau tanti per casa e così troppo amati, da farne dei bebè non potendo con loro figliare.

Dimmi porco, si dice a chi ti dice t’amo. Casi umani di disturbati che in altri tempi avrebbero avuto la calda carezza della compassione (e il dovuto pudore suggerito dal timor di Dio) oggi sono celebrati quali eroi. Con tanto di Prefetto nella foto-ricordo. Con quel che ognuno si sente ormai di essere ne fa legge, purché in zona pudenda, ma se uno s’intesta d’esser Napoleone, nessuno poi, nemmeno Giuliano Amato, si sogna di registrarlo all’anagrafe quale Bonaparte nato a Trapani o – chissà mai – a Disneyland visto che l’Anticristo ha così deciso di capovolgere il genio affabulatorio di Walt Disney nella empia parodia di Sette spose per sette fratelli, inclusivi tutti manco a dirlo. 

Sex e non più sexy. Tutta l’acquolina che goccia dalla caverna chiamata voglia svapora sotto i roventi agguati della civiltà borghese giunta al capolinea. Non è la mascolinità tossica ma la natura a incaponirsi sull’irriducibile differenza dell’osso che regge il girovita degli uomini e quello delle donne, predisposto alla gestazione. E davvero solo la serietà della morte – con le chiacchiere al grado zero proprio degli scheletri – stabilisce il fatto per come fu, per come è, e ancora e sempre per come sarà.  

L’occidente che tramonta nelle lenzuola fa guerra alla realtà. E la natura che è astuta glielo lascia fare. La natura che ama nascondersi sa infatti come svuotare ciò che si merita il nulla e il niente e nel momento in cui si scopa un pezzo di carne e non l’idea, con le fantasie proprie del garbuglio d’eros e di sacrissima voluttà. Si agguanta il disfatto e tutto va ad affievolirsi, tutto va a spegnersi.  

L’ottusa linearità del sempre meglio quello che viene dopo che quello che c’è oggi – e peggio che mai quello che ci fu ieri – punta al traguardo dei traguardi che è il sesso. Privato di mistero, di sospensione, di ricerca e di attesa, l’affaccendarsi di tocco e affondo non ha più il fracasso da battaglia nel dilagare d’amore. Ed è tutta pace, a beneficio dei giovani.

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