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La fine degli hater

Il coronavirus ci ha messo le mascherine ma pure le museruole, e i leoni da tastiera si sono ammansiti: se la sono fatta sotto

16 Marzo 2020 alle 12:15

La fine degli hater

Una manifestazione degli anti vaccinisti nei pressi del Senato nel luglio 2017 (foto LaPresse)

C’eravamo tanto odiati, tanto che odiare era diventata attività connotante e chi odiava faceva categoria sociale a parte, una smartworking class attiva su scala mondiale, molto operosa e vasta e odiosa, a volte persino perniciosa, pagata non in denaro ma in visibilità, che avevamo nominato hater. Gli hater ci erano parsi incontrastabili, ma nonostante questo avevamo dedicato molti sforzi al loro depotenziamento, contenimento, assorbimento. E forse incontrastabili sarebbero rimasti, se non fosse accaduta una immane tragedia, che come tutte le...

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Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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