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Contro la retorica sui cervelli in fuga

"La mia formazione è italiana", la risposta di Alessio Figalli è una sberla contro l’indignazione collettiva dei professionisti del piagnisteo. Il cosmopolitismo è un regalo offerto ai nostri figli dalla società aperta

3 Agosto 2018 alle 06:00

Contro la retorica sui cervelli in fuga

Foto LaPresse

Fuga o movimento? La storia dell’importante premio assegnato ad Alessio Figalli per i suoi studi in matematica ha prodotto nella testa dell’Indignato collettivo un sentimento a due facce. Da una parte, l’orgoglio di aver un italiano premiato con l’equivalente del premio Nobel per la matematica. Dall’altra parte, lo sconforto di avere un italiano premiato “fuggito” dall’Italia.   In tutte le festose interviste concesse ieri, Figalli si è ritrovato a rispondere a domande sul “dramma” della fuga dei cervelli ma con...

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Commenti all'articolo

  • ancian99

    03 Agosto 2018 - 20:08

    Concordo sulla libera circolazione delle persone e sul libero scambio delle conoscenze che consente ai giovani talenti di farsi strada nel mondo. Concordo sulla visione globale che è necessario avere al fine di completare la propria formazione. Ma è anche necessario ammettere che le nostre università, all'infuori di centri di eccellenza, non consentono il perfezionamento che occorre raggiungere presso Università straniere. Ciò è accaduto alla sottoscritta che ha impiegato più di 25 anni della propria vita per completare il proprio iter formativo attraverso seminari e corsi in università francesi.

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  • albertoxmura

    03 Agosto 2018 - 14:02

    La verità è che, se si escludono alcuni centri di eccellenza superfinanziati con leggi speciali (Normale ecc), la nostra accademia non è nelle condizioni di attrarre stranieri. Del resto abbiamo quarantenni con fior di titoli e apprezzamento internazionale che non riescono a ottenere nemmeno un posto di ricercatore a tempo determinato perché il localismo è esasperato, la mobilità è nulla, le risorse scarse e distribuite in modo assurdo. La legge Gelmini prevede una gara tra università che premia gli atenei che hanno i migliori risultati di ricerca, senza tuttavia tenere in alcun conto il fatto che alcuni di essi partono molti metri davanti agli altri. Non sorprende che arrivino prima al traguardo. Ogni università dovrebbe essere valutata in rapporto a se stessa e premiata se migliora, non confrontata con altre università con le quali non può competere. In questa situazione c'è chi fa le valigie solo perché qui non c'è trippa per gatti, senza che arrivi alcuno da fuori.

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  • Cako66

    Cako66

    03 Agosto 2018 - 13:01

    Direttore, aggiungerei anche un punto numero quattro: io che non fuggo, sono senza cervello?

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  • canefantasma

    03 Agosto 2018 - 12:12

    Se si analizzano i dati relativi all'accademia, ad esempio confrontando il numeri di post doc italiani che si sono stabilizzati all'estero come ricercatori e professori, e confrontandoli con quelli di Germania e Francia ad esempio, si vedrà che le università mondiali sono invase dai ricercatori e dai professori italiani, e che le università italiane non accolgono nessun cervello straniero. Figalli ne è un esempio del resto. Questa è la fuga dei cervelli che non vede soluzione. Parlare dell'ottima formazione italiana quando la medaglia Field confluisce verso un istituto straniero è una magra consolazione credo...

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    • fiorevalter

      03 Agosto 2018 - 14:02

      se non sappiamo attrarre talenti (e investimenti) la colpa è del sistema paese in primis e delle istituzioni unversitarie nello specifico, e questo al di là della contingenza politica attuale che di certo non induce persone con un cervello a stabilirsi in Italia. Che gli italiani e i giovani in particolare vadano all'estero non è affatto un problema: sia che vadano a fare i pizzaioli che i docenti: è tutta esperienza, apertura mentale, conoscenze acquisite innanzitutto per quelle persone ...e farne una sorta di scandalo è pura idiozia. O vogliano che i ragazzi restino attaccati al paesello natio e stantio?

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