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Dopo 44 anni il Nobel per la Matematica torna in Italia

Alessio Figalli, trentaquattrenne professore ordinario di matematica presso il Politecnico di Zurigo, vince la medaglia Fields

1 Agosto 2018 alle 17:20

Dopo 44 anni il Nobel per la Matematica torna in Italia

Alessio Figalli

Leggenda vuole che quando Alfred Nobel creò i premi che portano il suo nome avrebbe escluso dal novero delle discipline contemplate la matematica perché la sua compagna avrebbe avuto una relazione extraconiugale con uno scienziato specializzato in questa disciplina, lo svedese Gosta Mittag-Leffler. Non è dato sapere se questo aneddoto abbia o meno un fondo di verità, ma è certo che a colmare il vuoto lasciato dal filantropo scandinavo è arrivata nel 1936 la medaglia Fields, un premio dedicato ai più brillanti matematici under 40. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni quattro anni in occasione del Congresso Internazionale dei Matematici (Icm), ospitato dall’Unione Matematica Internazionale.

 

La notizia è che, dopo quarantaquattro lunghi anni, la medaglia Fields torna in Italia. Ad aggiudicarsela è stato Alessio Figalli, trentaquattrenne professore ordinario di matematica presso il Politecnico di Zurigo. Per risalire all’unico precedente che riguarda un nostro connazionale bisogna tornare indietro fino al 1974, dieci anni prima della nascita di Figalli, con la vittoria del milanese Enrico Bombieri.

 

Alessio Figalli, che ha una cattedra a Zurigo dal 2016, è stato premiato “per il suo contributo al trasporto ottimale, alla teoria delle equazioni derivate parziali e alla probabilità”. L’annuncio è stato dato in occasione dell’apertura del ventottesimo congresso dell’Icm, in programma fino al 9 agosto a Rio de Janeiro. Come scriveva alcuni anni fa lo stesso Figalli, il “trasporto ottimale consiste nello studio di come trasferire una distribuzione di massa da un luogo a un altro in maniera ottimale”. Si tratta di una problematica studiata da oltre due secoli, che ha impatti non solo sulla matematica ma anche sull’economia. Per i suoi studi in questo campo, il sovietico Leonid Kantorovic si è aggiudicato il premio Nobel per l’economia nel 1975.

Il matematico nostrano ha un curriculum notevole, essendosi prima laureato in anticipo di un anno alla Normale di Pisa, per poi perfezionarsi presso l’Ecole normale supérieure di Lione. Dopo l’esperienza all’Università del Texas è arrivata la chiamata in Svizzera. La medaglia Fields va a incrementare il suo palmares, che può già vantare una Medaglia Stampacchia (dedicata ai matematici under 35 e vinta nel 2015), e il premio Feltrinelli per la matematica.

 

Lo studioso italiano non ha nascosto la gioia per l’onorificenza, tanto da dirsi incredulo per il premio ricevuto. Oltre alla medaglia riceverà un simbolico premio in denaro, quindicimila dollari canadesi pari a poco meno di 10.000 euro al cambio attuale. L’entità del premio in denaro è risibile rispetto a quello riconosciuto ai vincitori del Nobel, ma ciò che conta in questo caso è il prestigio e l’opportunità di inserirsi in altri contesti. Tra i vincitori più famosi delle ultime edizioni spicca tra tutti infatti il nome di Cedric Villani, direttore dell’istituto Henri-Poincaré e oggi consigliere del presidente francese Emmanuel Macron nel campo dell’intelligenza artificiale.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    01 Agosto 2018 - 20:08

    L'Italia ha sempre avuto ragazzi in gamba ma assai spesso fa di tutto per mandarli via. Mi è rimasta impressa la frase detta dal figlio di un amico che laureato in una disciplina scientifica ha trovato lavoro quasi subito in un altro paese europeo mentre in Italia quasi nulla: "l'Italia è stancante". Siamo un paese stancante, è purtroppo vero.

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  • lorenzolodigiani

    01 Agosto 2018 - 19:07

    E’ una grande notizia per il nostro paese ed anche per la nostra scuola. Figalli dovrebbe essere accolto con gli onori che merita anche se, al momento, l’opinione dominante ritiene che uno vale uno.

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  • Giovanni Attinà

    01 Agosto 2018 - 18:06

    Bene c'è da sperare che la passione per la matematica prenda corpo per tutti gli italiani, magari con insegnanti che la fanno amare come materia di studio.

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