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Niente inglese al Politecnico

Gli studenti italiani condannati a restare indietro. La Crusca esulta

1 Febbraio 2018 alle 06:10

Niente inglese al Politecnico

Facciata della Sede di Milano Leonardo del Politecnico, in piazza Leonardo da Vinci (foto via Wikimedia Commons)

L’Accademia della Crusca esulta per la decisione con cui il Consiglio di stato ha deciso che il Politecnico di Milano non può tenere corsi esclusivamente in lingua inglese. “Finalmente è arrivata la pronuncia definitiva che dà ragione totalmente e integralmente alla lingua italiana. Una bellissima vittoria”, ha commentato il presidente dell’Accademia, Claudio Marazzini. Neanche fossero corsi di letteratura italiana, con studi approfonditi sul “Canzoniere” di Petrarca o sulle “Opere” di Lorenzo il Magnifico. Pazienza per quegli studenti europei che magari, invogliati dai corsi in inglese, avrebbero scelto un’eccellenza italiana per perfezionare la propria istruzione. Niente da fare neppure per quei tanti ragazzi italiani che finalmente avrebbero potuto entrare nella contemporaneità, usando correntemente l’inglese –  cioè la lingua universale – per potersi poi presentare a un colloquio di lavoro internazionale quantomeno comprendendo le domande degli intervistatori. Se vorranno impratichirsi con la lingua dovranno fare da soli, perché qui in Italia non è possibile, nell’anno 2018, seguire un corso universitario totalmente in inglese, utile tra le altre cose ad alzare il rating delle università del nostro paese rispetto a quelle straniere (il confronto, si sa, è impietoso). La Crusca – che contribuisce alle carriere future degli universitari italiani spiegando loro il senso di parole quali “petaloso” e ribadendo che i termini “signora” e “signorina” non sono uguali (l’ha fatto qualche settimana fa) – esulta, la qualità dell’istruzione italiana un po’ meno.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    01 Febbraio 2018 - 10:10

    Non sono d'accordo. Un collega mi raccontava che sua figlia, andata nella cosmopolita Barcellona per seguire un corso universitario di ingegneria strategica nell'ambito di Erasmus, ha dovuto scegliere tra due opzioni: corso tenuto in catalano oppure in spagnolo, alla faccia dell'inglese. E si è adeguata. La valorizzazione e la conservazione della nostra lingua passa anche da queste cose. E chi, straniero, è interessato a frequentare una facoltà italiana per la sua eccellenza, può anche fare lo sforzo di imparare un po' di italiano, che fra l'altro mi risulta che sia al quarto posto fra le seconde lingue più insegnate al mondo.

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    • Chichibio

      01 Febbraio 2018 - 13:01

      Vorrei aggiungere al mio precedente commento che altra cosa è invece usare la lingua inglese nel caso di corsi di master. In questo caso lo studente è già formato e laureato.

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    • Chichibio

      01 Febbraio 2018 - 13:01

      Confermo.La stessa cosa è successa a mio figlio a Barcellona per il corso di ingegneria gestionale:o spagnolo o catalano. Anzi, qualche corso solo in catalano per discordanza degli orari. E, per esperienza di vecchio studente Poli, è più efficace imparare analisi matematica, chimica, fisica, idraulica e tutto il resto nella propria madrelingua.

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