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Adesso pure il coronavirus è colpa degli ogm

Non c'è alcuna correlazione fra la pandemia e le piante geneticamente modificate. Ma ovviamente c'è chi sposa l'assurda teoria. Dimenticando, ad esempio, che le mascherine che stiamo usando sono fatte con cotone ogm

15 Marzo 2020 alle 06:00

Adesso pure il coronavirus è colpa degli ogm

Piante di cotone ogm (Foto Pixabay)

Nelle bancarelle di quart’ordine che vendono il pesce la procedura è nota. Si raccattano orate, calamari e gamberi e li si scongela poco per evitare che inizino a puzzare: con questa roba si fa un letto espositivo. Sopra si aggiunge un po’ di pesce fresco e qualche crostaceo vivo. Ingannando l’occhio dell’acquirente si vende il tutto al prezzo del pesce fresco.  Prendere lucciole per lanterne è un vizio diffuso e non sfugge a questo stile l’articolo del Manifesto a firma Francesco Bilotta.

 

Se in questi giorni non si parla della notizia fresca, il coronavirus, non si può scrivere su un quotidiano. Ma lo scopo recondito è quello di rinvangare una notizia avariata, diffamante, falsa nel senso più esteso del termine, una tesi costruita sulla stessa base sulla quale nel Medioevo si mettevano al rogo le donne chiamandole streghe, solo perché volevano ragionare con la loro testa: la tesi del Bilotta è una correlazione tra la pandemia in corso e le piante geneticamene modificate, gli ogm.

 

Non sarebbe giusto rispondere nel merito scientifico a una simile diceria, le si darebbe una veste di dignità che non ha. Sarebbe come voler dimostrare scientificamente che le streghe bruciate sui roghi non portavano sventura, pestilenze o non erano indemoniate: quelli erano femminicidi ante litteram e basta, sbagliato discuterne nel dettaglio. Piuttosto questo stile rivela la difficoltà di ragionare in termini scientifici. Come alcuni leader politici sempre in campagna elettorale per vendere a buon mercato le stesse tesi, no-vax, anti-ogm, terrapiattisti, biodinamici o devoti della medicina tradizionale (quella che fa strage di tigri e orsi per usarli come panacea del Viagra) hanno in  comune l’idea che il loro istinto, le loro premonizioni, il sentito dire siano sempre buoni consiglieri. Ragionare usando numeri, fatti, documenti e statistica è faticosissimo e spesso poco gratificante. Di frequente la statistica smentisce i nostri preconcetti, ma quasi mai chi si sbaglia fa ammenda. Un caso ben più significativo è accaduto con un editoriale da incorniciare della più prestigiosa rivista scientifica mondiale: Science.

 

Nell’editoriale la Ricerca Scientifica statunitense si strappa la museruola che il governo Usa tentava di infilarle con la pretesa di far filtrare dal vicepresidente statunitense Pence tutte le notizie sul coronavirus sbarcato negli Stati Uniti “per non allarmare il pubblico”. Ma Science spiega al presidente Trump – che ora sta sbraitando contro gli scienziati chiedendogli di fare presto a trovare il vaccino anti-coronavirus – che non ci sarà un vaccino prima di 18 mesi: troppo tardi con le elezioni presidenziali previste per il 4 novembre prossimo. Ora Trump pretende di corsa un vaccino, ma Science gli ricorda che aveva inaugurato la sua presidenza supportando tesi no-vax e lanciando una task force anti-vaccini. Non solo, scrive Science: “Non sono questi i tempi per qualcuno di negare l’evoluzione (delle specie), i cambiamenti climatici o i pericoli del fumo (del tabacco) per edulcorare il messaggio pubblico”. Ecco, da un lato la scienza mondiale dice da decenni le sue verità (tra cui che gli ogm non sono dannosi e che i cambiamenti climatici derivano dalle emissioni di gas serra), poi trovi sempre chi “sceglie" il messaggio scientifico da (ab)usare per avvalorare i suoi preconcetti. 

 

Basterebbe chiedere ai vari virologi, immunologi o epidemiologi se anche uno solo di quelli che ascoltiamo sul coronavirus imputerebbe alle piante migliorate l’insorgenza dell’epidemia: nessuno. Comunque meglio ricordare che l’87% di tutti i mangimi usati in Italia dal 1996 contiene ogm e li usiamo per fare i migliori prodotti del made in Italy, dai formaggi ai salumi, dagli yogurt alle carni. E che le mascherine che stiamo usando o il cotone idrofilo che si usa in tutti gli ospedali è fatto al 90% con cotone ogm. Chi diffonde dicerie sugli ogm impari a distinguere i fatti dalle fake news e si unisca a Science che intitola il suo editoriale con una frase che sembra richiamare il grande Totò: (presidente Trump) Ma ci faccia il piacere!

 

*Deborah Piovan, imprenditrice agricola e accademica dei Georgofili
Roberto Defez, CNR e Associazione Luca Coscioni, entrambi membri di SETA

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Commenti all'articolo

  • fiorevalter

    15 Marzo 2020 - 10:20

    questa mi mancava ...

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