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Contro il fisico “sessista” non serve il #metoo ma il #metodo scientifico

Il Cern ha sbagliato a sospendere Alessandro Strumia per le sue tesi. Bastava confutarle. Al posto suo l’ha fatto il Premio Nobel

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cicchetti@ilfoglio.it

2 Ottobre 2018 alle 19:15

Contro il fisico “sessista” non serve il #metoo ma il #metodo scientifico

Kate Nash interpreta il personaggio di “Britannica” nella serie tv G.L.O.W.

È tutta colpa di Heisenberg. Ci eravamo abituati così bene a considerare la mela che cade dall'albero come un oggetto in una posizione precisa, con una data velocità e un certo peso. Spaparanzati come pascià sui concetti di Newton; uno spazio cartesiano e un tempo uguale per tutti. Che comodità. Che guscio confortevole. Già con Einstein qualche uovo aveva iniziato a frantumarsi. Poi la meccanica quantistica, travolgente, ha fatto la frittata. Un pasticciaccio brutto nel quale gli oggetti sono descritti da una funzione d’onda, una nuvola di probabilità. Una fisica che si regge su calcoli probabilistici, non su assiomi dimostrabili. E a noi laicisti – già senza una Provvidenza a giustificare il caso o Erinni a distribuir vendette – non rimane che sognare che esista almeno un Burlone Celeste, un Grande Perculatore che ci trolla ridanciano, facendoci saettare addosso una serie di coincidenze discretamente insulse. 

   

Per esempio. Venerdì un tipo del Cern l'ha sparata grossa sulle donne, pur sapendo che in tempi di #metoo tocca stare anche più attenti del solito, ed è stato radiato pro tempore dal centro di ricerche nucleari. Il professore Alessandro Strumia, fisico dell’Università di Pisa che collaborava regolarmente con Ginevra, ha partecipato a una conferenza su "Fisica delle alte energie e gender", nella quale veniva affrontata la questione della discriminazione ai danni delle donne nelle Scienze. Lo sventurato rispose che, se una discriminazione esiste, è a danno degli uomini: le donne sono sotto-rappresentate solo perché sono meno brave. Uomini e donne sono diversi alla nascita, prima ancora che la società possa esercitare la sua influenza. Questo il succo. Una tesi che ha ricordato quella di Lawrence Summers, presidente di Harvard, che nel 2005 si dimise dopo avere affermato che le donne hanno minore successo nella carriere scientifiche per differenze innate e non per altro. Insomma, dopo tre giorni di polemiche, il Cern ha deciso per la sanzione e il rettore di Pisa ha deferito Strumia alla Commissione etica dell’Ateneo. Si potrebbe ribattere che "rimuovere" il problema invece di "confutarlo" è esattamente il contrario del metodo scientifico e che non solo quel guastafeste di Heisenberg, ma pure il buon vecchio Newton avrebbero, forse, qualcosa da ridire. E pure che mettere il bavaglio alle ipotesi bislacche invece di smontarle con le leve della ragione, sa tanto di Santo Uffizio. Ma ecco intervenire il Coglionatore ex machina: la settimana precedente la dottoressa Ursula Bassler, innegabilmente donna, è stata eletta presidente del Cern. Non basta. Può infatti una bacchettata sulle dita a Ginevra provocare un uragano in Svezia? Attenendosi ai fatti, parrebbe di sì: oggi una donna, professoressa associata alla Waterloo University, ha vinto il Nobel per la Fisica. E' solo la terza nella storia del Premio ma non interessa qui capire se a causa di una scarso amore per i numeri nel cromosoma XX o a causa delle pressioni di una società patriarcale. Ciliegina sulla torta, la dottoressa non è mica una donna qualsiasi. Classe 1959, si chiama Donna Strickland. Insomma, una "donna al quadrato". Lassù, tra le pieghe dello spazio tempo, qualcuno ride forte.

 

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Commenti all'articolo

  • tenen314

    03 Ottobre 2018 - 13:01

    Le donne nella fisica sono meno degli uomini; è un fatto, non una (perversa) opinione. Si può discutere se sia dovuto ad una differenza strutturale (cerebrale), oppure alle condizioni ambientali, ma rimane un fatto. Si può notare che in biologia succede il contrario, più donne che uomini. A braccio se ne potrebbe dedurre che le donne non sono meno intelligenti degli uomini, ma sono più attratte dalla biologia che dalla fisica. Tutto ciò può essere discusso, pacatamente, cercando di basarsi su dati scientifici (dopotutto si parla di fisici). La reazione del CERN, dell'INFN, e dell'università di Pisa, è stata un misto di isteria e di Inquisizione. Sarebbe bastato dire - e sarebbe già stato molto - "Non siamo d'accordo, sono posizioni personali del prof. Strumia". Da quando un'università può censurare le opinioni di un suo docente? Il CERN vorrà appurare se qualcuno dei suoi ricercatori visita dei siti porno? E l'INFN escluderà dai suoi gruppi di ricerca eventuali coniugi fedifraghi? Ahi

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  • kipponappo@hotmail.com

    kipponappo

    03 Ottobre 2018 - 09:09

    C'è da dire che è sempre difficile confutare la verità. Trovo l'aggressione mediatica nei confronti di Strumia vergognosa.

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  • Massimo Emiliano

    03 Ottobre 2018 - 08:08

    Non si capisce cosa ha detto Sturmia di così sbagliato. La sotto rappresentazione delle donne in ambito scientifico potrebbe non essere una questione di discriminazione ma scelte libere e naturali. La verità è che le neuroscienze hanno proprio questo approccio: se le donne hanno capacità linguistiche superiori (così è dimostrato) non sorprende siano sovra rappresentate in quelle professioni. L'alternativa sarebbe credere alla teoria femminista del 50 e 50. Teoria molto comoda perché permette a loro di frignare a lungo se non per sempre essendo la Natura in realtà molto discriminatoria. Neanche cito l'ultimo articolo di Repubblica, quello sulle termiti tutte femmine, il senso è che i maschi per i liberal sono inutili. Questo si può dire e non è sessismo. A Cicchetti se mi permette vorrei dare del vigliacco: come si permette lei che è giornalista di sottovalutare l'azione violenta e fascista del CERN e della sua direttrice? Un minimo di schiena diritta...

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