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L'allarme fake news in sanità, ai tempi di Google

Quasi nove milioni di italiani sono stati vittime di informazioni sbagliate nel 2017

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cicchetti@ilfoglio.it

13 Dicembre 2017 alle 17:07

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Il Censis lancia un "allarme fake news" in sanità. Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi (dal mal di testa al raffreddore), cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell'anno. È quanto emerge da una ricerca del Centro studi investimenti sociali in collaborazione con Assosalute presentata il 13 dicembre a Roma. In particolare, sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazioni mediche sbagliate.

 

Se il medico di medicina generale (53,5 per cento) e il farmacista (32,2 per cento) restano le principali fonti di informazione, decolla il ricorso ai diversi canali web (28,4 per cento). Il 17 per cento degli italiani consulta siti web generici sulla salute, il 6 per cento i siti istituzionali, il 2,4 per cento i social network. In particolare, tra i millennials sale al 36,9 per cento la quota di chi usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi.

 

Il pericolo di incorrere in notizie errate è comunque percepito: il 69 per cento degli italiani vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci per curarle da assumere senza obbligo della ricetta medica.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    24 Dicembre 2017 - 08:08

    Il 69% degli italiani apprezzerebbe informazioni social certificate su come curare i piccoli disturbi, allora manca all'appello giusto quel 30% circa che le riterrebbe a priori una manovra di Big Pharma e del potere. Ma guarda un po' che caso, lo zoccolo duro M5SS è valutato attorno al 30%. No, informazione affidabile disponibile per chi possieda almeno un neurone funzionante c'è n'è già a montagne. Gli imbecilli continuino a non vaccinarsi, a curarsi le infezioni con i fiori di Bach e a neutralizzare le scie chimiche con la bottiglia d'aceto sul davanzale. Con questi non c'è informazione che tenga, bisogna puntare sulla buona vecchia selezione naturale e anzi incentivarla.

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