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“Il M5s non deve fare alleanze. E il vincolo dei due mandati serve”

I grillini sono scomparsi dalla cartina della provincia di Roma. Parla il sindaco di Pomezia, Adriano Zuccalà

16 Giugno 2019 alle 06:10

“Il M5s non deve fare alleanze. E il vincolo dei due mandati serve”

Foto tratta dalla pagina Facebook Adriano Zuccalà, Sindaco di Pomezia

Roma. Il M5s è scomparso dalla cartina della provincia di Roma. Territorio che fu avanguardia delle amministrazioni M5s da quando nel 2013 i grillini vinsero a Pomezia. L’anno successivo fu la volta di Civitavecchia. Poi, di gran slancio, Virginia Raggi conquistò il Campidoglio. Alle ultime elezioni il Movimento ha perso ovunque. Anche a Civitavecchia e Nettuno. E’ ripartito dunque il dibattito sull’eventuale apertura alle alleanze con le liste civiche. “Potrebbe essere una scelta utile”, diceva alcuni giorni fa al Messaggero Maria Teresa Zotta, consigliere capitolino.

 

“Sono assolutamente contrario. Sia a quello sia alla cancellazione del vincolo dei due mandati”, ci dice invece Adriano Zuccalà, sindaco di Pomezia, eletto lo scorso anno dopo che nella città a un passo dalla Capitale per cinque anni i grillini avevano già governato con Fabio Fucci. L’ex sindaco voleva ricandidarsi, ma la regola dei due mandati glielo impediva. Uscì dal Movimento e si candidò comunque. Come Pizzarotti a Parma. Ma a differenza di quest’ultimo è stato sconfitto. Da Zuccalà. “Pomezia è la dimostrazione che senza apparentamenti e cambiando la persona di punta si vince comunque”.

 

Qual è il rischio che si annida nell’apparentamento con le liste civiche?

“C’è una cosa che non capisco: se una persona ha le stesse idee del M5s, perché non entra nel M5s? E’ ovvio che la lotta sul numero di candidati ci mette in difficoltà: noi con una sola lista dobbiamo competere con candidati che hanno magari sette liste, e dunque sette volte il numero dei candidati consiglieri, a sostegno. Nei comuni piccoli bastano i parenti di tutti i candidati a farci partire in svantaggio. Ma se siamo del M5s è proprio perché abbiamo un’idea di politica radicalmente diversa”.

 

A che cosa è dovuto il tracollo del M5s anche a Civitavecchia e Nettuno?

“Chi andava al voto nei comuni in contemporanea con le europee è stato molto penalizzato dal risultato della Lega”.

 

Anche a Pomezia?

“Meno, ma una lieve flessione c’è stata anche qui: alle comunali dello scorso anno avevano preso il 32 per cento. Stavolta ci siamo fermati al 28. Comunque ben sopra il 17 nazionale. Abbiamo tenuto botta”.

 

A Nettuno il M5s andava diviso come accaduto a Pomezia. Eppure…

“A Nettuno sono caduti prima della fine del mandato. Noi abbiamo amministrato bene per 5 anni e siamo riusciti a spiegare che i nostri risultati erano il frutto di un lavoro di squadra e non di Fucci. A Nettuno i cittadini erano soddifatti di quanto fatto, ma piuttosto confusi su di chi fosse il merito”. c’erano tre candidati provenienti dall’ex amministrazione M5s”.

Gianluca De Rosa

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