Ecco quello che i cardinali pensano di "Sodoma"

La Gran Sottana

I prelati sono indignati dal libro francese sugli scandali sessuali nella curia: “Un’operazione squallida e senza prove. Non ci resta che pregare”

Domando al cardinale se abbia letto “Sodoma”, il libro del giornalista francese Frédéric Martel sugli scandali sessuali veri o presunti che si sarebbero verificati in Vaticano nel corso degli ultimi decenni. “Una cosa immonda”, ribatte lui, con un gesto di stizza. E perché?, gli chiedo. “Perché è un’operazione squallida che non riporta nulla di vero, ma fa solo allusioni su uomini di chiesa per lo più morti. Si insinua il dubbio, si fa chiacchiericcio e non si portano a sostegno prove. Nessuna prova, nessuna”. Il cardinale è infuriato mentre sta alla poltrona del suo studio, nella penombra che fa pendant con l’umore nerissimo.

 

Silenzio totale: solo la sua voce e il ticchettio del vecchio pendolo – “suona pure in ritardo, questo coso”, sbotta. “La cosa peggiore, che è quella che fa più male a me ma anche alla chiesa, è che perfino dei cardinali si siano prestati a questa operazione, facendosi intervistare. Mi auguro solo che fossero all’oscuro degli intenti di questo signore, perché altrimenti sarebbe gravissimo”. Obiezione: ma non si vuole trasparenza? “È trasparenza questa? Questa è gogna pubblica, veleno purissimo. E per di più alla vigilia di un summit che già di par suo è delicatissimo e non si sa dove porterà”. Che cosa pensa, eminenza? “Che la situazione sia sfuggita di mano a tutti, anche ai piani più alti. E che ora non si sappia come frenare i buoi scappati. Siamo entrati in un tunnel oscuro in cui non si vede neanche una piccola luce. Non resta che pregare”.

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