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Lo schiaffo del cardinale a Bannon

Con l’addio di Burke, il progetto di repubblica cristiana sovranista va in fumo

28 Giugno 2019 alle 06:00

Lo schiaffo del cardinale a Bannon

Steve Bannon (foto LaPresse)

Il cardinale Raymond Leo Burke ha mollato Steve Bannon con una paginetta diffusa via Twitter. Poche righe per dire che non ne vuole più sapere di avere a che fare con il pontefice massimo del populismo sovranista né con l’Istituto Dignitatis Humanae di cui da poco era stato nominato presidente onorario e sul quale Bannon aveva da tempo messo le mani. L’obiettivo dello stratega che portò Donald Trump alla Casa Bianca era chiaro: allargare la crepa tra i cattolici, mettendosi alla guida di uno schieramento iperconservatore opposto alla linea bergogliana che facesse della croce un simbolo identitario da agitare dall’alto di muri e novelle cortine alzate qua e là in Europa. Nella trappola erano caduti in parecchi, e non solo nell’est che poco tollera le laiche e burocratiche liturgie brussellesi. Il Dio-patria-famiglia bannoniano, che ammiccava alla Russia putiniana e ai nazionalismi più sguaiati di casa nostra, aveva trovato in un cardinale di santa romana chiesa, americano e tradizionalista, il proprio frontrunner. Però si è spinto troppo oltre, facendo il classico passo più lungo della gamba. Ed è imploso. Bannon ha contattato Frédéric Martel, autore di “Sodoma” – romanzone che imputa a cardinali per lo più morti nefandezze quali orge gay ed eliminazione di avversari politici– per realizzare un film sull’omosessualità nella chiesa. E qui Burke, tirato in ballo per aver partecipato alle riunioni, ha prima smentito e poi ha detto basta. Denunciando pure quanto lontano sia Bannon dai princìpi cattolici cari a quel mondo che il santone americano voleva conquistare. Una scossa non di poco conto anche ai sostenitori degli agitatori di rosari, che guardano le folle fischiare il Papa mentre invocano la protezione della Vergine Maria. Venuta meno la benedizione del cardinale, resta una masnada sì organizzata ma pur sempre ridotta a gruppo di nazionalisti nostalgici del caos di Weimar e più o meno cristiani. Una cosa poco seria.

Redazione

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