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Mini sinodo in Vaticano

A pranzo col vescovo dubbioso: “Temo che di questo vertice per discutere di abusi resteranno solo le chiacchiere”

17 Febbraio 2019 alle 06:12

Mini sinodo in Vaticano

Foto Imagoeconomica

Eccellenza, come finirà il vertice in Vaticano sugli abusi sessuali da parte di membri del clero? “In una bella dichiarazione”. Col vescovo si va a pranzo, zona Borgo, ristorante vecchio stile assai frequentato – nel tavolo vicino siede una esuberante turista americana in canottiera e cappellino bianco, che evidentemente ha scambiato l’emisfero boreale per quello australe – e rumoroso. Lui prende tonnarelli cacio e pepe, io un modesto rigatone alici e broccoli. Tutti gli occhi sono puntati sull’aula dove si riuniranno i vescovi di tutto il mondo per parlare di pedofilia, lui sorride: “Mi sembra una gran parata che produrrà niente o poco più di niente. Che il problema ci sia è ovvio. Ma una riunione di tre giorni risolverà la questione? Si rischia di trasformare l’adunata in uno show e basta. Si scriveranno documenti, si farà penitenza, monsignori prometteranno trasparenza assoluta, i giornali scriveranno che la chiesa ha preso coscienza del male fatto ai bambini e per un po’ le acque si calmeranno”. Tutto qua? “Lei vede altre possibili soluzioni? Gli abusi sessuali da parte di preti scompariranno grazie a tre giorni di conciliaboli tra vescovi?”. Non lo so, rispondo. “Ha ragione Hans Zollner, che lavora da tempo al centro per la protezione dei minori della Gregoriana e per questo è stato chiamato a collaborare con le autorità vaticane, alla ricerca di una strada da percorrere. Lui ha detto che il vertice è sacrosanto, ma che la questione resterà anche dopo. Perché vede, questo è il problema: tante volte si organizzano sinodi e assemblee per discutere e poi quel che resta sono solo le chiacchiere. Caffè?”.

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