La Roma dell'uomo bancarella

Chi è Andrea Coia, il presidente della commissione Commercio che gestisce il dossier “ambulanti”

4 Giugno 2017 alle 06:15

La Roma dell'uomo bancarella

E’a lui che Virginia Raggi ha affidato la difesa di uno dei più sostanziosi pacchetti di voti che l’hanno portata a guidare il Comune di Roma: Andrea Coia, “l’uomo-bancarella”, presidente della Commissione Commercio del Campidoglio, fedelissimo della sindaca, gestisce infatti il dossier Tredicine, vale a dire il monopolio del commercio ambulante. Una giungla che va dai “mutandari” ai venditori di bibite, i cui camioncini color cacarella sono ormai parte del paesaggio-capitale.

 

Nato e cresciuto nel quartiere Appio Claudio, il quarantacinquenne Andrea Coia è un occhialuto e un po’ dimesso ingegnere elettronico ed esperto di “information technology”. E’ stato messo lì, dicono, per logiche di palazzo e per ferma fedeltà alla sindaca: iscritto al M5s dalla metà del 2012, prima di diventare consigliere comunale è stato “portavoce” nel VII municipio, uno di quelli dato “in quota” Raggi nella lotta intestina tra la sindaca e l’altra domina della politica grillina, Roberta Lombardi. Coia, dicono, sarebbe invece inviso al quartier generale di Milano, alla Casaleggio Associati.

 

E’ forse anche per questo che sui social gli è stato imposto il bavaglio: su Facebook, si limita a condividere i contenuti di altri colleghi 5 Stelle; su Twitter, il profilo è sostanzialmente morto. Eppure, in principio non era così. Da consigliere municipale si oppose al commercio ambulante “all’amatriciana”: parlando di illegalità, di concorrenza sleale ai negozi e di sporcizia delle strade, era riuscito a far approvare una risoluzione che mirava a spostare le bancarelle in strade secondarie. “Dobbiamo combattere per non essere sommersi dalle illegalità”, diceva. “Su 100 banchi fissi e rotazioni forse una rispetta la legge e io ho tutte le foto”, battagliava Coia in consiglio municipale, in un video reperibile online. Poi, sbarcato al Campidoglio, la giravolta: “Bisogna preservare il decoro del patrimonio culturale, ma dobbiamo capire che andare a vietare ogni esercizio all’interno del centro ha un impatto occupazionale che va valutato con attenzione”. C’è chi ipotizza che Coia sia solo uno molto bravo a interpretare la parte che gli viene assegnata in commedia e chi invece gli riconosce ambizione e voglia di emergere. Certo è che Coia fa parte di una strategia precisa: tenere buoni gli ambulanti e i Tredicine, che al pari dei dipendenti Atac e Ama, assicurano voti (e anche tanti).

 

Un pasdaran della Raggi, dunque, pronto alla guerra contro chi avanza dubbi su questa operazione anti concorrenza e pro status quo: ha creato una lista nera di testate e di giornalisti “rei” di aver scritto inesattezze sul regolamento sul commercio, di cui è primo firmatario (tra i giornali messi all’indice c’è anche Il Foglio, ndr). “Io sono Andrea Coia e sono un cittadino come te”, scrive sul suo sito.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    05 Giugno 2017 - 16:04

    M5S il nuovo che havanza e sta dall'a parte della giente.

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