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Come sta il calcio in Cina?

Tanti soldi (e tante tasse) ma poca competitività. Ecco un po' di numeri per capire come giocano a pallone nel paese di Xi Jinping, in vista della partita con l'Italia

25 Giugno 2019 alle 14:06

Calcio cinese: molti investimenti ma poca competitività

foto LaPresse

Questa sera l’Italia femminile sfiderà le ragazze della Cina nella partita valida per gli Ottavi di finale del Mondiale in corso in Francia. Ma che ruolo svolge il calcio nella vita dei cinesi e come si differenzia dal calcio europeo? Scopriamolo con l'aiuto di qualche numero.

   

L'Italia del calcio femminile aspetta la Cina (e il professionismo)

"Siamo indietro rispetto ad altri Paesi come ad esempio la Francia, dove il movimento è iniziato otto anni fa e ora ha centinaia di migliaia di tesserate. Dobbiamo essere fiduciosi", ha detto Barbara Facchetti, capodelegazione della Nazionale

 

Numeri alla mano il calcio è seguito da circa un miliardo di telespettatori cinesi ma che la maggior parte degli appassionati  guarda il calcio europeo e solo una piccola parte si interessa al campionato nazionale. Il campionato più seguito in Cina risulta essere quello inglese della Premier League. Il valore delle rose della Chinese Super League (CSL) è di molto inferiore rispetto al quelle dei principali campionati europei: 477,45 milioni di euro, contro i 9,04 miliardi di euro della Premier League.

 

Il giocatore più pagato del campionato cinese è l'attaccante argentino Ezequiel Lavezzi, con uno stipendio pari a 28 milioni di euro a stagione. Si tratta di salari molto elevati se si considera la bravura dei giocatori: le squadre cinesi tendono a pagare moltissimo i calciatori per convincerli ad abbandonare i campionati più seguiti al mondo, come quelli europei, e tentare l'avventura in Asia. Le squadre della CSL puntano molto sui giocatori europei arrivati ormai alla fine della loro carriera e che in Europa sarebbero considerati troppo vecchi per disputare una buona stagione.

 

Inoltre, il calciomercato cinese è penalizzato rispetto a quelli delle altre federazioni. Nel 2017 lo stato impose ai club la cosiddetta "luxury tax", che obbliga le società calcistiche cinesi a pagare una tassa pari al 100 per cento del prezzo del giocatore acquistato. Questa imposta si applica solo agli acquisti superi ai 6 milioni di euro e serve a tutelare i giovani giocatori cinesi, sempre meno utilizzati dalle squadre della Csl. Prendiamo come esempio il giocatore brasiliano Paulinho, acquistato dal club cinese Guangzhou nell’estate del 2018: il prezzo del suo cartellino era di 25 milioni di euro, ma a causa della luxury tax la società fu costretta a pagare, oltre ai soldi destinati al club di provenienza del giocatore, anche altri 25 milioni di euro di tasse. Inoltre, il presidente cinese Xi Jinping ha varato un piano di investimenti (costruzione di nuovi impianti sportivi in tutte le grandi città e la rimodernizzazione degli impianti già esistenti) finalizzato ad alzare il livello dei settori giovanili delle squadre della Csl in vista dei Mondiali del 2022 che si disputeranno in Qatar. Tuttavia, oggi la competitività e il tasso tecnico del campionato di calcio cinese sia femminile sia maschile restano ancora molto bassi se paragonati a quello europeo.

  

Per quanto riguarda il calcio femminile, la situazione è anche peggiore. La Chinese Women's Super League conta solo 8 squadre che si affrontano in un girone all’italiana (che prevede lo svolgimento di incontri diretti tra tutti i club partecipanti). La maggior parte delle giocatrici della nazionale cinese gioca all’estero nei campionati femminili europei. 

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