Foto Unsplash

preghiera

Se difendere i confini è proibito, non resta che difendere la tradizione della tavola

Camillo Langone

Ricordino gli italiani che se delle coste non sono più padroni possono essere ancora signori dei loro piatti. E tramandarsi attraverso il gusto. Chili e cheviche? Sushi e sashimi? Ramen e falafel? Cuscus e hummus? Nuggets e noodles? Perfetti per l'estinzione

Contro l’invasione, la tradizione. Adesso che gli elettori di Fratelli d’Italia hanno capito che difendere i sacri confini è proibito (gli elettori della Lega lo sapevano da un po’), vedano di difendere la sacra tavola. Quello non lo proibisce nessun giudice e nessun sovrastato, mi sembra. Facciano come me. Ad esempio, quando vado a Milano e mi prende lo sconforto per via delle facce, delle lingue, delle architetture aliene, cerco un ristorante che serva il risotto alla milanese, entro, mi siedo e ordino risotto alla milanese. L’ultima volta all’Antica Trattoria della Pesa, in viale Pasubio, ed è stato un pranzo al di sopra delle aspettative. Mi piace molto il risotto alla milanese. Mi piacerebbero moltissimo il “rostin negaa”, la “rognonada”, la “carpa in carpion” ma non so dove trovarli. Dunque è perfetto il risotto alla milanese. Dopo la prima forchettata mi giro e vedo che sono arrivati Porta, Manzoni, Tessa, Gadda, Brera, Arbasino… Decido io gli invitati: solo grandi lombardi! Ricordino gli italiani che se delle coste non sono più padroni possono essere ancora signori dei loro piatti. E tramandarsi attraverso il gusto. (Chili e cheviche? Sushi e sashimi? Ramen e falafel? Cuscus e hummus? Nuggets e noodles? Ottimi per festeggiare la propria estinzione).

Di più su questi argomenti:
  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).