Cercare la sapienza nelle parole di Papa Francesco

Camillo Langone

Davvero il Santo Padre ritiene possibile possibile essere cristiani e induisti al contempo?

Sapienza divina che ti fai trovare da coloro che ti cercano (Proverbi 8,17), io nelle parole del Papa ti cerco ma non ti trovo. Ad esempio non trovo nessuna logica nel messaggio al popolo di Maurizio, l’arcipelago africano popolato in maggioranza da induisti, prossima meta di un viaggio pontificio. All’inizio Papa Francesco dice che il popolo mauriziano si è “formato dall’incontro di diverse etnie, e quindi gode della ricchezza di varie tradizioni culturali e anche religiose”. Insomma il solito indifferentismo, “empietà di uomini deliranti” secondo Papa Leone XII, “perversa opinione” secondo Papa Gregorio XVI.

 

Poi dice qualcosa di cristiano: “Il Signore mi conceda di annunciarvi il Vangelo così che tutti possiate comprenderlo e accoglierlo”. Queste ultime, Sapienza divina, mi sembrano parole giuste quanto incoerenti: se davvero la molteplicità dei culti arricchisce (spiritualmente parlando, immagino), convertire i non cristiani al Vangelo significa (sempre spiritualmente) impoverire. A meno che il Santo Padre non ritenga ereticamente, gesuiticamente possibile aderire a più religioni ed essere magari cristiani e induisti al contempo, pregare la Vergine Maria e subito dopo, come vide fare il poeta Giuseppe Conte alle vecchie mauriziane, versare “olio odoroso sulla superficie nera di piccoli lingam” (i falli del dio della distruzione Shiva, sorta di vibratori cosmici).

  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).