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sulla scia di Donald
Trump scatena i trumpiani italiani. M5s e Lega: "Aprire al petrolio russo"
Il presidente americano annuncia la sospensioni delle sanzioni a Mosca. Per pentastellati e leghisti bisogna seguire il tycoon. Pedullà (M5s): "Il costo della bolletta sarebbe la metà". Borghi (Lega): "Rinunciare al gas russo è quanto di più illogico esista"
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che sospenderà fino all’undici aprile alcune sanzioni legate all’acquisto del petrolio russo. Una decisione con un termine ultimo ben preciso per riparare momentaneamente i danni causati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, dove passa circa un quinto del petrolio mondiale e che fa impennare del venti per cento il costo della benzina americana. A seguire il tycoon in Italia c’è, in prima linea, il M5s. “Basterebbe che la premier Giorgia Meloni annunciasse che l'Italia ricompra il gas e il petrolio dalla Russia e immediatamente il costo del petrolio si dimezzerebbe", dice l’eruoparlamentare grillino Gaetano Pedullà. “Famiglie e imprese pagherebbero la bolletta energetica la metà", continua. Gli fa eco la deputata e collega di partito Chiara Appendino, che oltre a sposare in pieno la linea afferma come “riaprire al gas russo non sarebbe solo una scelta economica” vantaggiosa per il nostro paese, ma anche “un segnale distensivo fondamentale: un gesto che potrebbe facilitare l'apertura di un vero tavolo di pace tra Russia e Ucraina, ponendosi come alternativa concreta alla sterile escalation militare europea”. È importante sottolineare come la deroga concessa dall’amministrazione americana alla nuova immissione nel mercato del petrolio russo ammonti a circa 120 milioni di barili di greggio, pari a circa undici miliardi di dollari che andrebbero direttamente nelle casse del Cremlino. E pensare che fino a poche ore fa il presidente del M5s Giuseppe Conte descriveva Trump come "il gendarme del mondo". Oggi invece detta la linea.
Ma i 5 stelle non sono da soli. Qualche giorno fa, quando l’dea di tornare a bussare alle porte di Putin era ancora nella sua fase embrionale, il vicepremier e segretario leghista Matteo Salvini si domandava: “Se lo fanno gli Stati Uniti perché non lo può fare l’Unione europea o l’Italia? È difficile fare i ministri in queste condizioni”. E oggi, con l’ipotesi che è diventata realtà, a prendere posizione è il senatore del Carroccio Claudio Borghi: “Rinunciare al gas russo e a un mercato di sbocco importante per i nostri prodotti e le nostre imprese è quanto di più illogico esista e può convenire solo a chi, come la Francia, si arricchisce vendendoci a caro prezzo ogni giorno megawatt di energia”. Insomma, qui non parliamo di “un regalo a Putin”, ma di “un interesse nazionale”. Una posizione netta, dunque. Ma all’interno della stessa Lega gli approcci al tema sembrano diversi: “La questione non è gas russo o gas americano, qua serve un piano energetico nazionale, altrimenti dipenderemo sempre dalle onde e dalle maree generate da altri”, dice al Foglio il deputato leghista Stefano Candiani. “È la stessa questione di quattro anni fa – continua - quando scoppiò la guerra in Ucraina. Il tema della dipendenza energetica doveva essere affrontato e oggi invece ci ritroviamo nella stessa identica posizione di allora, come se non fosse successo niente”. Però la questione è anche politica, non solo strettamente energetica. Continuare a dire di no a Mosca significa continuare a difendere e a sostenere l’Ucraina, ed è la posizione espressa dall’Unione europea. E confermata nel corso della giornata anche dal ministro dell'Ambiente italiano, il forzista Gilberto Pichetto Fratin. “Una posizione anacronistica. È evidente che si stanno mettendo d’accordo tutti per far terminare questa guerra. Non dobbiamo impuntarci e fare i capricci come i bambini. Io sto parlando di qualcosa che va oltre ogni guerra: ovvero un piano strategico nazionale, altro che aprire o chiudere i rubinetti alla Russia. Io davanti a queste situazioni voglio poter essere in grado di dire ‘non me ne frega niente perché sono autonomo”. Quindi niente Russia? “Se sto morendo di sete e ho bisogno di un bicchier d’acqua, vediamo chi me lo dà prima. Ma il ragionamento non può fermarsi lì per l’ennesima volta”.