Il caso

L'Iran spacca il campo largo e torna il Terzo Polo: Renzi e Calenda firmano una risoluzione comune

Nicolò Zambelli

La regia è di Benedetto Della Vedova di +Europa: sia al Senato che alla Camera (con Libdem) i centristi convergono su un unico testo. Pd, M5s e Avs, invece, corrono in solitaria. Schlein: "Si è sempre fatto così". Tra i riformisti nessuno si fida di Conte

Il campo largo salta, di nuovo. Dopo giornate di indiscrezioni che suggerivano la presentazione di una risoluzione unitaria delle opposizioni in occasione delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle Camere, oggi, 11 marzo, l'accordo è saltato. Fonti al Foglio confermano che a buona parte dell'ala riformista della coalizione, dal Pd a Iv e Più Europa, non piaceva il regista di tale risoluzione: Giuseppe Conte. C'era aria di bluff. Per questo, quindi, non solo il Pd presenterà un proprio testo. Ma Azione e Italia Viva (e solo alla Camera +Europa e partito Libdem) sottoscriveranno una stessa risoluzione.
 

Il dem corrono quindi in solitaria, e il Terzo Polo si riunisce. Per la segretaria del Pd Elly Schlein non è un problema: "Si è sempre fatto così" in occasione delle comunicazioni sul Consiglio Ue. "Ci sono tanti temi, la stessa cosa fanno le forze che stanno al governo", ha detto stamattina al programma Omnibus. Per il presidente dei Senatori Francesco Boccia, il testo "ripropone le nostre priorità sulla crisi internazionale, sui costi economici della guerra, sull’Europa e sul sostegno all’Ucraina". Forse quest'ultima parte del testo ha fatto venire il mal di pancia a qualcuno.
 

Il testo dei dem impegna il governo a "non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare a una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi". E, sempre riguardo all'Iran, lo impegna a chiedere un "immediato cessate il fuoco".
 

Riguardo al posizionamento italiano s'impegna il governo a "scegliere senza esitazioni e ambiguità l'interesse europeo". Mentre riguardo all'Ucraina, scrivono i dem, si richiede "la ferma condanna della grave, inammissibile e ingiustificata aggressione russa dell'Ucraina" e il governo continui "a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie".
 

Al Foglio raccontano che, invece, dietro al testo unitario dei centristi c'è un lavoro di mediazione di Benedetto Della Vedova. L'accordo si è trovato anche al Senato, dove il gruppo di +Europa non è presente. E gran parte del lavoro è stato smussare gli angoli per appianare le differenze e cercare di mettere d'accordo i due "galli" del pollaio dell'ex Terzo Polo, Renzi e Calenda. La convergenza si è trovata e ha convinto, al Senato anche il dem Pier Ferdinando Casini e, alla Camera, la deputata sempre del Pd Marianna Madia.
 

Nel testo si legge il nome di Mario Draghi e si chiede che il govenro segua le sue raccomandazioni. Impegna l'esecutivo a "definire, in sede europea, una strategia volta al rafforzamento delle capacità militari dell'Ue". Si chiede una "de escalation", un "rafforzamento del rapporto con la Nato" e si chiede di rinnovare "il sostegno politico, economico, umanitario e militare all’Ucraina, in coordinamento con l'Ue e gli alleati".
 

Laterali poi anche le risoluzioni degli altri due partiti d'opposizione. Il Movimento 5 stelle riguardo all'Iran ripudia la guerra in corso e ha chiesto al governo di "sostenere la posizione del governo di Pedro Sanchez". Mentre sulla guerra in Ucraina (nel testo definita "conflitto russo-ucraino") viene richiesto semplicemente all'esecutivo di promuovere un "protagonismo dell'Unione europea" perché "ritorni protagonista". Nel calderone è poi inserito un immediato riconoscimento dello stato di Palestina.
 

Avs, poi, ha presentato un testo che ricalca quelli delle altre opposizioni in merito all'utilizzo delle basi statunitensi. E anche loro chiedono al governo di impegnarsi a sostenere la posizione del premier Sanchez. Tra i ventitrè impegni sottoscritti nel testo, poi, c'è anche quello che chiede all'esecutivo di "adoperarsi per la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele per gravi violazioni dei diritti umani ai sensi del suo articolo 2 e al contempo chiedere la sospensione delle esportazioni di armi verso Israele, l'adozione di sanzioni contro i responsabili della violenza dei coloni e contro le attività di colonizzazione nei territori palestinesi occupati".
 

Difficilmente i testi delle opposizioni verranno approvare dalle Camere, ma potrebbe essere che, per quella dei centristi, il governo e la maggioranza approvino parte dei punti e degli impegni. Il voto avverrà in giornata. Meloni infatti parlerà ancora in Senato per gran parte della mattinata. Mentre alle 16.30 sarà alla Camera, per una seduta fiume che potrà durare fino alle 22 di questa sera.

La risoluzione del Pd

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La risoluzione del Terzo Polo

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