Il retroscena

Il segnale di Meloni a Netanyahu dopo la mozione su Gaza: missione di Ecr a Tel Aviv

Simone Canettieri

La premier dà il via libera alla visita dei vertici dei Conservatori in Israele il 3 marzo. Ma intanto dice: "Rispetteremo volontà del Parlamento"

Il tempismo non è casuale: dopo la mozione a marca Pd sul “cessate il fuoco a Gaza”, Giorgia Meloni ha dato il via libera all’operazione Tel Aviv. Un contrappeso. E dunque un modo per ribadire una vicinanza politica con Benjamin Netanyahu.  Il primo weekend di marzo, i vertici di Ecr voleranno in Israele per una serie di incontri politici, ma anche istituzionali. La premier italiana, come si sa, è la presidente dei Conservatori europei, legati al Likud, partito guidato dal premier israeliano. Gli ultimi dettagli della visita sono stati messi a punto da Meloni ieri l’altro a Palazzo Chigi.  


A capitanare le delegazione ci sarà il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Giordano, segretario generale di Ecr. Con lui anche i vicepresidenti: lo spagnolo Jorge Buxadé (Vox) e il polacco Radoslaw Fogiel (Diritto e giustizia). Tra gli incontri in programma c’è quello, segnato in rosso, con Gila Gamliel, ministra dell’Intelligence ed espressione del Likud. Meloni martedì scorso ha giocato di sponda con la segretaria del Pd Elly Schlein per far approvare una mozione che ha fatto esultare soprattutto la sinistra, da sempre la posizione di due popoli e due stati e una settimana fa ha agevolato l’arrivo in Italia di dieci minori palestinesi feriti a Gaza e accolti a Roma dal vicepremier Antonio Tajani. Allo stesso tempo continua a coltivare un rapporto con Netanyahu, come dimostra anche la visita a Tel Aviv dello scorso 21 ottobre, a due settimane dall’attacco di Hamas, condannato subito in maniera netta e inequivocabile da Palazzo Chigi. Allo stesso modo, però anche ieri, ha ribadito di essere “sempre più preoccupata dai recenti sviluppi in medio oriente”. In particolare per “l’incolumità degli ostaggi, la salvaguardia dei civili nella zona di Rafah, per il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto”. Dunque Meloni dice di aver recepito “la chiara indicazione” emersa dal Parlamento con la mozione di tre giorni fa. “Lavoreremo in questo senso in ambito internazionale e in particolare nell’ambito della presidenza italiana del G7”. Intanto però vuole mandare un messaggio di vicinanza a Bibi. La delegazione di Ecr dovrebbe incontrarlo il 3 marzo.
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.