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L'intervista

Parla Carrai: "Hamas è regredita a mafia. Usare forza, enorme forza, contro di loro"

Carmelo Caruso

"Hamas usa i pizzini come la mafia siciliana. In Italia ci sono egregi professori che difendono bestie. Ogni paese vulnerabile, compreso il nostro". Intervista all'esperto di cybersicurezza e console israeliano in Toscana e Lombardia

Marco Carrai, come vuole essere presentato: toscano, imprenditore, esperto di cybersicurezza o amico di Israele? “Console onorario di Israele in Toscana e Lombardia. Amico”. Paolo Mieli dice che la solidarietà a Israele dura solitamente tre giorni. Oggi è il terzo. Cosa accadrà il quarto? “Immagino una risposta veloce, immediata, necessaria, da parte di Israele. Alla brutalità animale si risponde con forza. Con enorme forza. Come diceva Churchill a proposito di Hitler: non si tratta con un leone quando ha la tua testa nelle sue fauci. Il 7 ottobre 2023 è una data paradigma. C’è un nuovo modo di fare guerra che è poi quell’antico. Oggi Hamas usa i pizzini come faceva la mafia a Corleone. Le loro operazioni, e la capacità di infiltrazione nel territorio, somigliano sempre più a quella specialità mafiosa che abbiamo conosciuto”. Lei dove si trovava il giorno dell’attacco? “Ero in Italia e stavo per partire, prendere un aereo, volare in Germania. Ho visto, come tutti, le immagini, la fuga dei ragazzi nel deserto. Ricevo video, foto di militari presi a calci pure da cadaveri”. E’ vero che le incursioni di Hamas sono state possibili con il parapendio? Una strage con il parapendio? “Hamas testimonia che la tecnologia è insufficiente quando il nemico regredisce. E il nemico, oggi, è regredito. Ha compiuto un salto indietro. Scardina la democrazia, l’umanità, la pacifica convivenza scendendo di gradino”. Non è sempre stato il sottosuolo il passaggio, la buca, del fanatico? “Questa volta l’attacco è avvenuto dal cielo nella maniera più vecchia possibile. Quando insisto e dico che la guerra sta regredendo intendo dire che si è tornati a forme elementari. La parola che spiega questo attacco è infiltrazione. Hamas si infiltra più che specializzarsi in tecnologia”. Per quale motivo la tecnologia israeliana non ha funzionato? “Perché in questo caso nessuna tecnologia è capace di penetrare famiglie compatte, chiuse”. Un amico di Israele come spiega l’impreparazione di Israele? “Come nell’attacco dello Yom Kippur del 1973, Israele è stata massacrata nei giorni dedicati a Dio, da uomini che ammazzano in nome di Dio. Lo bestemmiano. Erano giorni in cui Israele era attenta a rassicurare la propria democrazia”. Su Netflix la serie che tutto il mondo guarda è Fauda. Significa caos, confusione, ma nessuna puntata ha messo in scena il 7 ottobre 2023. Anche lei usa come metafora l’11 settembre 2001 o la trova una scorciatoia? “E’ una metafora corretta se utilizzata per raccontare un metodo di guerra inatteso. Questa, e lo ripeto fino a stancarmi, non è una guerra tra stati”. Chi ha aiutato Hamas? “E’ chiaro che c’è un aiuto esterno per un attacco pianificato da mesi. L’unione tra Hezbollah ed Hamas, ed è un serio rischio, avrebbe delle conseguenze catastrofiche”. Sul Foglio, Mordechai Kedar, esperto di geopolitica, ha parlato di Hamas-stan. Sta nascendo uno stato, ancora uno, di “scannauomini”? “L’immagine di Kedar è appropriata. Sento parlare, in queste ore, di questione palestinese, da parte di egregi professori che sono egregi per modo di dire. Uno stato palestinese esiste e ha come leader Abu Mazen. La furia di queste bestie non ha nulla a che vedere con la questione palestinese. Usare come scudi umani bambini, non c’entra nulla. Lo si deve dire senza tentennare”. Netanyahu, il primo ministro israeliano, va “processato” per inadeguatezza, come chiedono gli egregi? “Non è tempi di processi, ma solo di abbracci, unità”. Chi sono gli egregi che in Italia si esercitano? “Quelli che fanno i distinguo, che incolpano Israele”. E’ il brodo di quelli che dicono “in fondo…”, “e però…”? “Sono proprio loro. Non vedono l’abisso che separa una democrazia dall’autocrazia”. Ci sono anche quelli che esibiscono la bandiera di Israele e accanto mettono quella della pace. Questi vanno inseriti tra gli egregi ignavi? “La bandiera di Israele sta accanto a quella della pace, ma quell’arcobaleno deve essere sventolato da veri uomini di pace. E’ l’arcobaleno di memoria biblica, solo in quel caso la bandiera non gronda ipocrisia”. Quanti sono gli egregi? “Tanti. Me ne sono accorto dopo aver espresso, sui miei social, sostegno a Israele. Sono stato riempito da insulti. Mi chiedo a volte se non serva una patente, come quella di guida, per consentire di aprire un profilo social. I social sono autostrade di violenza”. Giorgia Meloni, in visita, a Roma, alla sinagoga dice che esiste un rischio anche in Italia. Siamo vulnerabili? “E’ tutta l’umanità a essere vulnerabile. Quando il capo di Hamas ordina a chiunque abbia una pistola di usarla, non esiste paese sicuro”. Da che parte? “Non c’è da scegliere. Uomini da una parte, animali dall’altra”.

Carmelo Caruso

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio