L'intervista

"Certo, i cambiamenti climatici ci sono, ma no al catastrofismo". Parla De Priamo (FdI)

Gianluca De Rosa

Il senatore di FdI rivendica l'ambientalismo di destra e difende il governo sul Pnnr: "Nessun taglio sul dissesto idrogeologico, sono cambiate solo le fonti di finanziamento, via libera della Ue dimostra che Fitto ha ragione"

“Noi non siamo negazionisti, i cambiamenti climatici ci sono, nessuno può negarlo, ma bisogna affrontarli senza cedere al catastrofismo”. Andrea De Priamo, senatore di Fratelli d’Italia e membro della commissione Ambiente di palazzo Madama, replica a chi, da sinistra, accusa il governo e i partiti che lo sostengono di un certo scetticismo ambientale. De Priamo, rampelliano della prima ora, viene anche dall’esperienza di "Fare verde", l’associazione ambientalista di destra fondata da Paolo Colli nel 1986. “Siamo ecologisti da prima di tanti esponenti della sinistra”, rivendica. “Non cadremo nella trappola di chi ci vuole far passere per negazionisti, ma le soluzioni non sono solo quelle massimaliste che spesso prospetta la sinistra, per noi l’uomo non è un nemico della natura, né un ospite, ma il suo custode e per questo la prima cosa che bisogna fare per affrontare i cambiamenti climatici è adattare il territorio e metterlo in sicurezza”.

 

Sarà, ma intanto il ministro Raffaele Fitto ha cancellato dal Pnrr oltre 1,2 miliardi per il dissesto idrogeologico. “Martedì prossimo Fitto chiarirà davanti al Parlamento tutti i cambiamenti, che non prevedono l’eliminazione degli interventi. Semplicemente e con pragmatismo cambia la fonte del finanziamento per oggettiva tutela di quegli interventi che nei tempi previsti dal Pnrr non si sarebbero realizzati, il via libera della Ue di oggi conferma le nostre ragioni”. Dal Pd intanto vi accusano di essere in ritardo nell’affrontare il problema climatico: serve una legge quadro per dare all’Italia un piano di adattamento, dicono. “Il governo ha predisposto il piano nazionale per l’energia e clima che si attendeva da anni, poi ci sono delle deleghe su cui l'esecutivo lavorerà, dalla legge quadro sulle rinnovabili fino alla comunità energetiche. Certo non possono pretendere che in nove mesi si possa fare quello che non è stato fatto per dieci anni".

Nel frattempo, oltre cento professori e intellettuali, tra i quali il premio Nobel Giorgio Parisi, dopo i gravi incendi in Sicilia, le grandinate e gli alberi abbattuti dal vento nel nord Italia hanno firmato un appello per chiedere alla stampa di non parlare più genericamente di “Maltempo” ma delle cause del cambiamento climatico. “Gli eventi estremi di questi ultimi giorni sono preoccupanti, ma - conclude il senatore -  non ne farei una disputa linguistica o ideologica”.

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