Fioriva Draghi, sfiorivano le primule

Enrico Cicchetti

"Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti", dice Mario Draghi al Senato. Uno sgambetto ai gazebo di Boeri e Arcuri. Poi il premier propone di seguire il "modello tamponi". Cosa significa? 

"Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private", ha detto ieri Mario Draghi nel suo discorso d'esordio al Senato, in cui sanità e salute sono state protagoniste. Il riferimento, abbastanza esplicito, è alle "primule", quelle del maxiprogetto del commissario Domenico Arcuri che avrebbe dovuto contare fino a 3.000 padiglioni circolari in tutti i comuni d’Italia. Secondo i primi calcoli le strutture disegnate dall’architetto Stefano Boeri e destinate alla vaccinazione degli italiani nelle piazze sarebbero costate circa 400 mila euro l’una. La proposta di Draghi si rifà a un più rapido, e meno costoso, pragmatismo: le somministrazioni di massa avverranno negli studi dei medici di base e in strutture già disponibili ma al momento inutilizzate, come palazzetti dello sport, hangar, caserme ma anche asl e parcheggi con spazi ampi. "La velocità – ha concluso Draghi – è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus". Del resto il progetto delle "primule" aveva iniziato a sfiorire già dalla scorsa settimana, quando le Regioni si sono rifiutate di scegliere il componente della commissione che avrebbe deciso, in base al bando, a chi affidarne la realizzazione.

     
Resta poi da capire cosa intenda Draghi quando paragona i vaccini con i tamponi. Per il piano vaccini, ha detto il presidente del Consiglio, bisogna "fare tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati". Dal momento che i tamponi si possono fare anche privatamente, Draghi immagina qualcosa di simile? O pensa magari di usare anche gli spazi degli ospedali privati per la somministrazione di vaccini acquistati però dal pubblico? Oppure un sistema misto-pubblico privato? Le prossime settimane saranno decisive per chiarire questi punti che, a costo di ripetersi, sono prioritari per il nuovo esecutivo.

 

  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016