Il coronavirus dell'economia italiana

Il direttore Cerasa ospite di Tagadà su La7: “L'Italia è nella stessa condizione di una persona anziana, che è un po' debilitata e si ritrova con dei pesi sulle spalle che rendono difficile la guarigione”

Claudio Cerasa

“L'Italia si trova nella stessa condizione in cui si trova una persona avanti con l'età, che è un po' debilitata e che si ritrova con dei pesi sulle spalle che gli rendono difficile la convalescenza”. Così il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ospite di Tagadà su La7. “Siamo un paese con il secondo debito pubblico d'Europa. Siamo il paese che ha la crescita più bassa d'Europa in questa fase. Siamo il paese che ha una delle produttività più basse d'Europa. Questi tre problemi strutturali rendono più veloce il decorso dell'influenza, ma rendono ancora più la convalescenza. Perché ci mettiamo più degli altri a guarire e, soprattutto, paesi come la Germania che hanno un debito pubblico molto più basso del nostro hanno, in situazioni di emergenza, hanno la possibilità di utilizzarlo in maniera maggiore rispetto a noi. Adesso sono stati stanziati 3,6 miliardi per delle misure eccezionali a sostegno delle imprese ma evidentemente non saranno sufficienti. Serviranno altre risorse, ma questa dovrebbe essere l'occasione per capire come allocarle. Per esempio, un paese come il nostro che ha un sistema sanitario che è un'eccellenza nel mondo e che da anni soffre per l'insufficienza di risorse, non dovrebbe valutare se destinare un po' meno soldi alle politiche che portano consenso come quelle legate alle pensioni? Meno spesa previdenziale più spesa sanitaria”. 

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.