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Il giusto processo contro una nuova truffa: la ragion di status

Non si può usare il diritto del mare come la Bestia. Tre motivi per cui la difesa di Salvini sulla Gregoretti non regge

13 Febbraio 2020 alle 06:00

Il giusto processo contro una nuova truffa: la ragion di status

Foto LaPresse

Nel discorso pronunciato ieri a Palazzo Madama da Matteo Salvini c’è un passaggio significativo che se mai ce ne fosse ancora bisogno dimostra la ragione per cui negli ultimi mesi il leader della Lega ha trovato un solo modo per provare a difendersi dalle accuse relative al caso Gregoretti a cui ora, dopo il voto di ieri al Senato, dovrà rispondere davanti a un tribunale. Salvini ha detto che “se ci deve essere un processo, in quell’aula non andrò a...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    13 Febbraio 2020 - 18:38

    Ammettiamo e non concediamo che Salvini conosca gli articoli della Costituzione, i trattati internazionali e, forse, anche la lettera della sua stessa legge, ma mi pare assodato che abbia agito per ottenere consenso. Sul tema dell’immigrazione ne ha creato molto per se’ e per il suo partito. Se l’ e’ cavata nel caso Diciotti con i 5 stelle dalla sua parte. Questa volta non e’ stato così e puo’ anche avere ragione di lamentarsene, ma fu sua la scelta di rompere con gli alleati e far cadere il governo gialloverde. Forse non andra’ a processo e se ci andrà sara’ da solo, non certo con il popolo italiano, come afferma. Potrebbe anche correre qualche rischio. Come afferma la senatrice Bongiorno: “ la legge e’ uguale per tutti, i giudici no”.

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  • albertoxmura

    13 Febbraio 2020 - 17:22

    Salvini in merito alla Gregoretti non ha fatto nulla di male. Ha semplicemente rinviato di poco lo sbarco, tenendo i migranti in una condizione confortevole, in attesa che il Presidente del Consiglio concordasse la ripartizione dei migranti tra i vari Paesi, posto che era ragionevole (e condiviso da tutto il governo) che lo sbarco avrebbe dovuto seguire la definizione di tale ripartizione. Che è durata solo tre giorni. Parlare di "sequestro di persona" è un insulto al linguaggio prima ancora che al diritto.

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  • oliolà

    13 Febbraio 2020 - 17:16

    Cosa intendeva La Bestia col "divieto di sbarco"? Intendeva salvaguardare i "sacri confini della Patria". Tradotto significa: "in casa mia non ci metti piede se non voglio io". Da quel che mi è sembrato di capire, anche un'imbarco, dal punto di vista dei sacri confini, è equiparabile a uno sbarco e, a bordo della Gregoretti si sta con i piedi in casa. Lo sapeva questo il comandante di quella nave? Ha agito di testa sua, in stato di necessità, o poteva fare diversamente? Della questione non ho avuto ragguagli, forse per mia colpa, da nessuna parte.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Febbraio 2020 - 16:04

    Al direttore - Andiamo al sodo? Vabbè che sono sondaggi, tralasciando che non li si vuol verificare con la conta elettorale, ma finché, concordemente gli stessi daranno il Cdx oltre il 48%. Per i noti motivi di interessi spiccioli ammantati di virtù il clima e gli umori politici rimarranno immutati. La monotonia banale del ritenere e scaricare su Salvini l’immagine dell’infame populista-sovranista, simil fascista, non tirerà mai il fiato. Per tutti i suoi avversari-nemici lo impone l’istinto di sopravvivenza. Tutto qui. Non occorrono richiami morali, costituzionali, giuridici e voci dal sen fuggite. Sic est. Anche per il Foglio? Non credo, ma tant'è.

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