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Il Salvini ostaggio di se stesso un Oscar lo avrebbe meritato

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

11 Febbraio 2020 alle 06:16

Il Salvini ostaggio di se stesso un Oscar lo avrebbe meritato

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Al direttore - Ma se vanno tutti all’opposizione poi chi governa?

Giuseppe De Filippi

 

Al direttore - Mercoledì si vota sul caso Gregoretti e allora ho pensato di dare uno sguardo al sito dedicato da Salvini al digiuno per Salvini. Immaginavo di trovare grande solidarietà nei confronti del capitano visto anche l’appello accorato fatto dal leader della Lega. Recita così il sito: “Caso Gregoretti, Matteo Salvini a processo, rischia la galera per aver difeso la Patria! Io sto con lui e digiunerò per un giorno in segno di solidarietà”. Ho controllato il sito e nell’ultima settimana i digiuni per Salvini, in tutta Italia, sono stati la bellezza di quattro. In tutto, 5.300. Ma non erano 60 milioni gli italiani con Salvini?

Mario Martini

Prima la richiesta di digiunare per lui, un flop. Poi l’appello a boicottare Sanremo, e vabbè. Poi la marcia indietro sulla Gregoretti con rapida svolta da “mandatemi a processo” a “non votate per mandarmi a processo”. Il Salvini ostaggio di se stesso un Oscar lo avrebbe meritato. 

 

Al direttore - Desidero ringraziare Lei, il suo giornale e in particolar modo Luciano Capone per l’articolo “Il virus giustizialista” dello scorso 7 febbraio. Sono un dirigente in pensione dell’Istituto superiore di sanità, dove ho prestato servizio per molti anni nel settore della sanità pubblica veterinaria, e sono stato coinvolto anch’io nel procedimento giudiziario che ha visto come principale protagonista la collega e amica Ilaria Capua. Fui coinvolto in quanto membro della commissione consultiva del farmaco veterinario, che supporta il ministero della Salute nelle procedure di registrazione dei prodotti farmaceutici veterinari, in particolare i vaccini per animali. Insieme a me, furono coinvolti altri quattro colleghi che nella commissione valutavano i vaccini e che all’epoca erano rispettivamente: presidi delle facoltà di Medicina veterinaria delle Università di Bologna e Milano, direttore dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, vice responsabile dei Servizi veterinari delle regione Piemonte. Cinque alti funzionari di istituzioni diverse vennero accusati senza il minimo indizio (non dico prova), e anche contro ogni logica, di essersi fatti corrompere per favorire indebitamente lo sblocco di un milione di dosi di un vaccino per tacchini, il cui valore commerciale era ed è inferiore ai 10 centesimi di euro per dose. Quel procedimento e il relativo, indecente clamore mediatico provocarono a me e ai miei colleghi una grande amarezza, un notevole stress emotivo e anche un certo esborso economico per le spese legali. Non Le nascondo perciò che in questi giorni, ogni qualvolta la collega e amica Ilaria Capua veniva giustamente interpellata dai media riguardo l’epidemia da coronavirus, io provo un moto di stizza nel notare come nessun giornalista si prenda la briga di rammentare che la stessa persona, ora giustamente presentata come vanto della scienza italiana, solo pochi anni prima era stata crocifissa con accuse tanto gravi e infamanti quanto campate in aria. Gli stessi media che avevano sguazzato giulivi nel fango sollevato dall’ineffabile procuratore Capaldo, ora celebrano il fiore all’occhiello della scienza italiana senza la minima autocritica o almeno un’analisi dei fatti passati! Questo episodio conferma la grande difficoltà che il nostro paese trova nel fare i conti con la realtà e per questo torno a ringraziarvi per essere stati i soli a presentarla, questa realtà così scomoda. Qualora lo ritenga opportuno, non ho problemi a che questo mio sfogo venga pubblicato sul vostro giornale.

Cordialmente.

Alfredo Caprioli

Per guarire l’influenza veicolata dal coronavirus prima o poi qualcuno troverà un vaccino risolutivo. Per guarire l’influenza veicolata dai professionisti del linciaggio purtroppo un vaccino non esiste. E la cosa ancora più grave è che chi in questi anni ha contribuito a diffondere quel virus – i nomi dei giornalisti purtroppo sono noti – piuttosto che essere trattato come un untore viene trattato come un eroe.

Al direttore - La diretta dell’Oscar, sulle tv americane, è durata meno, ma molto meno, della serata finale del Festival di Sanremo. A voi studio.

Gino Roca

 

Al direttore - Insomma, un po’ di pazienza! Forza Italia ha incassato poco più del 12 per cento in Calabria e, senza attendere una controprova o una conferma nelle prossime elezioni regionali, i soliti noti hanno già messo in campo Giuseppe Graviano, con il quale – latitante – Silvio Berlusconi avrebbe avuto incontri segreti e affari in comune.

Giuliano Cazzola

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