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Dimmi che cosa vedi nel coronavirus e ti dirò chi sei

Da Salvini a Fassina, dai grillini a Rep., da Fusaro a Morra. Un test psichiatrico

Salvatore Merlo

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3 Febbraio 2020 alle 21:22

Dimmi che cosa vedi nel coronavirus e ti dirò chi sei

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Per governare i criteri formativi dell’identità si scende dal lettino della psicanalisi… e ci si butta sul microscopio del virologo. E così il coronavirus, nel formicolante palcoscenico nazionale italiano, è diventato più o meno come le famose macchie di Rorschach, quel test psicologico con il quale si mostra al soggetto, affetto da potenziali turbe monomaniacali, uno schizzo informe d’inchiostro: dimmi cosa vedi e ti dirò che problema hai.   

Salvini e l’algoritmo dello sciacallo

Se c’è un problema, una paura, lui offre sempre la soluzione più becera ma anche la più inutile. Ha cominciato con gli immigrati, ora è arrivato al coronavirus. Ma è prevedibile, e un po’ noioso. Un generatore automatico di post su Facebook

  Stefano Fassina, per esempio, deputato ed economista...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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