Rousseau continua a prendere denari dagli altri comitati del M5s

Domenico Di Sanzo

Dopo l’eliminazione della regalìa di soldi prelevati dal “comitato rimborsi” ecco che i Casaleggio’s possono attingere altrove

Roma. “Se allo scioglimento del comitato dovessero restare fondi a disposizione, questi verranno devoluti all’Associazione Rousseau (attualmente con sede in Milano, Via Gerolamo Morone n.6)”. Eccola, la clausola della discordia. Eliminata, dopo le proteste di molti parlamentari del M5s, dallo statuto del comitato per i rimborsi, voluto da Luigi Di Maio nel 2018 per seguire con più attenzione l’andamento delle restituzioni di deputati e senatori. L’identica postilla, però, fino a questo momento è rimasta intatta per gli altri comitati della galassia pentastellata. A partire dall’ultimo costituito, ancora non sciolto, per l’organizzazione della kermesse del Movimento “Italia a 5 Stelle 2019”, che nell’anno appena trascorso è andata in scena il 12 e il 13 ottobre alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Anche per l’ultima manifestazione, come è accaduto per quella del 2018, i vertici hanno chiesto ai parlamentari un contributo per l’allestimento dell’evento. “Una donazione consigliata a partire da 1500 euro” imposta la scorsa estate a tutti gli eletti con una mail firmata dagli allora capigruppo a Camera e Senato Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.

 

A scanso di nuove modifiche allo statuto, le eventuali eccedenze finiranno a Rousseau. E la presenza dell’Associazione presieduta da Davide Casaleggio nella “cassaforte” della kermesse di Napoli è palpabile. A partire dai promotori e dalla sede. Il comitato è presieduto da Pietro Dettori, socio di Rousseau, ex dipendente della Casaleggio Associati, già ghostwriter del blog di Beppe Grillo, ma soprattutto fino a pochi mesi fa dipendente di Palazzo Chigi, poi traslocato alla Farnesina come collaboratore di Di Maio. Al suo fianco, nell’ultimo comitato creato dal M5s, c’è Enrica Sabatini. Soprannominata “lady Rousseau”, socia dell’Associazione intitolata al filosofo svizzero, ex consigliera comunale a Pescara e di recente nominata nella squadra dei “facilitatori”, con le deleghe al Coordinamento e agli Affari Interni. Il terzo promotore è Stefano Torre, ex collaboratore e social media manager del gruppo M5s alla Camera e “Tour manager” del viaggio dei grillini in giro per l’Italia durante la campagna per il No al referendum costituzionale del 2016.

 

La sede principale è negli uffici di Rousseau, in via Morone numero 6 a Milano. La stessa clausola, all’articolo 20 dello statuto, è prevista per le eccedenze del comitato per le elezioni europee del 2019. Dettori è il presidente, Sabatini la sua vice e l’ultimo componente è il commercialista di Novara Flavio Apostolo, con il ruolo di tesoriere. Avanzi di cassa a parte, c’è l’importanza degli uomini di Rousseau all’interno dei comitati che raccolgono fondi per le manifestazioni e le campagne elettorali del M5s. Per gli anni precedenti, vale la stessa regola. Dal comitato per le elezioni politiche del 2018 a quello di Italia 5 Stelle dello stesso anno (che hanno chiuso i bilanci con avanzi rispettivamente di 326 euro e di un’irrisoria cifra di 8 euro e 96 centesimi). Ma leggendo l’ultimo bilancio disponibile di Rousseau, quello del 2018, troviamo un versamento di 119mila e 800 euro all’Associazione da parte del Comitato eventi nazionali del M5s. Come ha spiegato Max Bugani, che faceva parte dell’organizzazione di Italia 5 Stelle 2017 a Rimini, “versammo il fondo cassa all’Associazione Rousseau, tutto il fondo cassa accumulato negli anni dai vari eventi nazionali che avevamo fatto”. Poi il M5s ha cambiato sistema, creando da zero ogni anno un comitato nuovo per l’organizzazione della festa e chiedendo ai parlamentari un contributo. Con una costante: quella clausola che prevede che gli “avanzi” vadano a Rousseau.

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