"Zingaretti mi ha convinto", dice Nardella

David Allegranti

"Ma per allargarci non dobbiamo fare una fusione a freddo con il M5s”. Parla il sindaco di Firenze

Roma. Al congresso non si candida (“il mio compito è fare il sindaco di Firenze”) ma Dario Nardella, al ritorno da Contigliano, dove il Pd è riunito da lunedì, si prepara comunque alla battaglia dentro il suo partito: “Porterò avanti le mie idee”, dice al Foglio. Tuttavia, Nardella è positivamente colpito dalle ultime sortite di Zingaretti: “Sono rimasto abbastanza contento di oggi, perché la linea della svolta che Zingaretti aveva dato non è stata smentita da lui né attaccata dal gruppo dirigente, a parte qualche posizione isolata. Per chi come me si è sempre considerato un riformista vero, consapevole che i valori liberali non vanno lasciati alle destre, questa è un’opportunità straordinaria. Da parte di Zingaretti, ho notato, non c’è nessuna nostalgia di tornare ai Ds o al Pds. E questo era, fino a oggi, un punto ancora poco chiaro. Anche da parte degli ex diessini c’è la consapevolezza che tornare indietro sarebbe la morte. Qui c’è da costruire un campo nuovo. E da Rieti sono uscite fuori parole d’ordine significative su lavoro e ambiente, che poi sono i primi pilastri di un programma e anche di una nuova identità da mettere sul piatto del confronto con i Cinque stelle nell’agenda di governo”.

 

C’è però una questione: quella della subalternità del Pd al M5s. “Zingaretti – dice Nardella – ha detto in modo chiaro che non siamo subalterni ai grillini. Da parte sua ho colto un elemento nuovo sul fronte del lavoro e del Reddito di cittadinanza. Proprio perché dobbiamo puntare su lavoro e sviluppo, il Pd può legittimamente avanzare delle proposte di riforma del Reddito di cittadinanza. Pur nel rispetto degli alleati, che ne fanno una questione di principio, proporremo non un azzeramento ma un cambiamento sì. Stesso discorso sulle questioni ambientali. Di recente sono stato a Bruxelles, tutte le energie dell’Ue saranno concentrate sulla sfida ambientale. Il Pd vuole concepire l’ambiente come leva di sviluppo e come nuovo modello di crescita. Le due parole d’ordine su questo tema sono: sostenibilità e sviluppo”. In più, osserva Nardella, “il dato politico di fondo che si è respirato a Rieti è che c’è voglia di andare avanti fino alla fine della legislatura”. Ma non c’è il rischio di una grillizzazione del Pd? “Io non credo che questa sia l’idea prevalente del Pd e comunque personalmente non la condivido. Certo, è giusto rafforzare l’agenda di governo, perché tirare a campare non conviene a nessuno. Dobbiamo dare una svolta al nostro partito, cercando di raccogliere le forze che affiorano dalla società civile. Sardine comprese. Ma senza abbandonare quei valori liberali che sono nel nostro dna. Anzi. Non dobbiamo lasciare quel campo alle destre, che in tutta Europa stanno sposando modelli democratici sempre più illiberali. Dall’altro lato, però, dobbiamo andare al tavolo del governo a testa alta senza cercare la rissa ma portando posizioni chiare. Secondo me i punti tracciati da Zingaretti sono positivi: lavoro, ambiente, cuneo fiscale, burocrazia. Dopo aver chiuso la legge di stabilità adesso il Pd prova politicamente sorpassare i Cinque stelle sfidandoli sull’agenda di governo”.

 

Il Pd, però, adesso dovrà anche sorpassare se stesso, dice Nardella. “Intanto faremo il congresso dopo le elezioni regionali. Può essere un passaggio utile soprattutto se non si trasforma in un congresso sul segretario, se è un appuntamento rifondativo, come peraltro ho sempre detto negli ultimi anni. Ho sempre detto che dovevamo andare oltre il Pd. Se vogliamo allargarci, non deve essere una fusione a freddo con la nomenclatura dei Cinque stelle; dobbiamo mettere in campo un’operazione molto più ampia e trasversale. Non ci deve essere nessuna operazione di vertice. Il congresso può essere utile ad affrontare questo passaggio”. Dunque, osserva Nardella, “questa nuova versione di Zingaretti ha il mio sostegno. Mi pare che il segretario sia uscito allo scoperto, dicendo cose nuove rispetto alla linea che lui ha tenuto fino a Bologna. Quindi spero che si vada fino in fondo”. Il Pd, dice il sindaco di Firenze, “deve darsi una nuova organizzazione. Ripartire dai territori, ma per davvero. Con i sindaci protagonisti, ma per davvero. La forza di questo nuovo Pd non può che venire da lì. Non solo, anche dal dialogo con i mondi nuovi della società civile, dal mondo delle Sardine al popolo del Fridays for Future, portando dunque avanti un’idea di ecologia di governo. Come nella migliore tradizione tedesca del Nord Europa. Attenzione, i Verdi di lì non sono quelli che non vogliono fare le opere pubbliche; vanno forte perché hanno saputo interpretare la sfida della crescita senza osteggiarla ideologicamente. Da noi invece c’è un approccio estremista e ideologico. Il Pd deve essere l’unico grande partito che prende sul serio l’obiettivo della sostenibilità”. Ultima domanda sulla legge elettorale: è tardi per il maggioritario? “Sono sempre stato favorevole al maggioritario o a un sistema proporzionale fortemente corretto. Ho sempre apprezzato il modello dei Comuni, con il doppio turno, ma oggi mi rendo conto che non ci sono condizioni per fare una legge così. Il Pd deve lavorare a un modello che non pregiudichi la sua vocazione maggioritaria e che al contempo possa favorire un nuovo bipolarismo: conservatori nazionalisti da un lato, riformisti innovatori dall’altro. La vera sfida è questa. A questo punto toccherà a noi attrarre l’Italia della crescita, moderata, dei ceti produttivi”.

Di più su questi argomenti:
  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.