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Barcollo ma (per ora) non mollo. Gli equilibrisimi di Fioramonti tra Manovra e dimissioni

Perdere la faccia (e restare al governo) o abbandonare la partita? La scomoda posizione del ministro dell'Istruzione

20 Dicembre 2019 alle 11:46

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Nella trappola ci si è messo da solo e ora uscirne si sta facendo complicato. Il ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti è incastrato in una scomodissima posizione: poco dopo la sua nomina dichiarò che o si trovavano tre miliardi per scuole e università, o era pronto a dimettersi. A oggi quei soldi in Manovra non ci sono. “Fino all'ultimo tengo duro”, continua a ripetere. Ma ormai siamo agli sgoccioli, il via libera alla legge di Bilancio arriverà entro Natale e bisogna decidere il da farsi: perdere la faccia (e restare al governo) o abbandonare la partita?

   

Ieri, il presidente del Consiglio Conte ha riunito l'esecutivo in un ristorante al centro di Roma per gli auguri e ha postato sulla sua pagina Facebook l'irrinunciabile foto di gruppo. A capotavola Speranza, in primo piano Alfonso Bonafede, Elena Bonetti, Teresa Bellanova e poi tutti i ministri di Pd, M5s e Italia viva. Mancava solo Fioramonti, al quale, evidentemente, il panettone rischiava di restare sullo stomaco.

  

Enrico Cicchetti

Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti

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